Tradizione, traduzione o tradimento? A Cercivento (UD) una mostra indaga sul difficile rapporto tra modernità e tradizione

La locandina della mostra che resterà aperta a Cercivento (UD) dal 13 ottobre al 4 novembre; sopra il titolo una suggestiva foto del forte Belvedere a Lavarone, oggetto nel 2003 di un restauro a firma dell’arch. F. Collotti, tra i protagonisti della mostra (per gentile concessione www.studioaria.it)

Tradizione, traduzione o tradimento? L’interrogativo in un certo senso “edipico” dà il titolo alla mostra d’architettura che s’inaugura in Carnia il 13 ottobre per iniziativa del comune di Cercivento (Ud). La mostra ospitata presso la “Cjase da Int”,  un piccolo edificio progettato da Provino Valle negli anni 30’ del novecento. In una sorta di cortocircuito temporale, lo spazio espositivo – modernista – diventa l’alter ego del tema affrontato, con testi e foto, da Federico Mentil, Marco Ragonese, Giovanni Corbellini, Davide Tommaso Ferrando, Pietro Valle, e Luca Gibello.

Una mostra fotografica e un libro indagano sul difficile rapporto tra modernità e tradizione. In quello spazio dove la rassicurante rappresentazione del “già visto” si scontra con l’ineluttabile necessità contemporanea della modificazione.

Progetti di Dario Castellino e altri, StudioErrante Architetture, Studioata e altri, BUREAU, Enrico Scaramellini, Buchner Bründler Architekten, Vudafieri e Saverino partners, Valerio Olgiati, Camillo Botticini, Daniele Marques e Bruno Zurkirchen, Francesco Collotti e Giacomo Pirazzoli, Baumschlager Eberle, Plasma Studio, Enrico Franzolini, Pedevilla Architects, Exit architetti associati, ELASTICOSPA, Alessio Princic, Ceschia e Mentil, Geza, OFIS, Dekleva Gregorič

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