Il cannone numero 1000

E’ stato consegnato a Cortina d’Ampezzo il generatore di neve numero 1.000 prodotto nel 2018 da un’azienda di Chiusa specializzata in impianti di innevamento artificiale. Ne dà notizia il Corriere delle Alpi dell’8 ottobre 2018 fornendo alcuni particolari di questa meraviglia tecnologica. Si tratta di un modello della serie Ventus 4.0, uscito dalla matita del designer Pininfarina e che per l’occasione dispone “di una particolare livrea dedicata alla perla delle Dolomiti”. Non un cannone qualsiasi, insomma. L’evento è stato solennizzato perché Cortina se lo merita: è ora lanciata verso i Mondiali del 2021 e i Giochi olimpici del 2026. Ma c’è un motivo di orgoglio in più per l’azienda che produce questi impianti: il fatto che nel 2018 supererà il record di 2.000 cannoni prodotti. Come sempre c’è chi ride e c’è chi piange. Nessuno vorrebbe che finisse per sempre, in mancanza della bianca visitatrice, il turismo legato allo sci. Tuttavia occorre ammettere che il tema della neve artificiale è tra i più dibattuti e, diciamo pure, inquietanti per chi considera questa diffusa tecnologia una forzatura delle leggi naturali. “La neve artificiale è contraria alla sostenibilità e quindi non si dovrebbe più produrla. Ma in nome dell’economia si andrà avanti così”, ha spiegato rassegnato Luca Mercalli. Ma che cos’altro aspettarsi da un personaggio appartenente alla categoria dei climatologi additata sui social come una lobby di menagramo? Per l’esattezza, Mercalli così si è espresso il 10 ottobre intervenendo a Trento a un incontro promosso dal gruppo elettorale “Vota per il clima”. Intanto godiamoci il nuovo cannone vestito a festa, e beato chi se lo può permettere. (Ser)

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