Manolo vince il Gambrinus e diventa…immortale

Manolo (Maurizio Zanolla) si è aggiudicato con “Eravamo immortali” il 36esimo premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la sezione “Alpinismo”. Il libro (Fabbri Editori, 2018) ripercorre le imprese del fuoriclasse feltrino dell’arrampicata, svelandone anche un inaspettato talento per la scrittura. Manolo sarà premiato sabato 17 novembre al parco Gambrinus di San Polo di Piave: con lui un altro bellunese, don Luigi Ciotti, riceverà il premio Honoris Causa. Riceveranno il premio anche il ricercatore e divulgatore Alessandro Tasinato con “Il fiume sono io” (Bottega Errante Edizioni, 2018) e la musicista e artigiana Francesca Gallo con “Phisa Harmonikòs” (Kellermann Editore, 2018). Le opere vincitrici sono state selezionate dalla giuria, composta da scrittori, divulgatori, docenti universitari e alpinisti e presieduta quest’anno dalla giornalista Alessandra Viola, tra i 122 volumi inviati da 65 case editrici italiane.

Nel libro Manolo racconta la storia di un ragazzo che ama la vita. In alto una tenera immagine di qualche anno fa con la figlia Lucia (ph. Serafin/MountCity)

“Eravamo immortali” è la storia di un ragazzo che ama la vita, l’arrampicata e la libertà. Un ragazzo d’altri tempi. Un ragazzo ribelle, anzi quasi selvaggio ma anche, e forse proprio per questo, dotato di una sensibilità non usuale. Quella stessa sensibilità che lo fa soffrire e gli fa continuamente cercare altro a costo di fare qualche cazzata. “Il libro si legge tutto di un fiato dall’inizio alla fine, è coinvolgente, emozionante, scorrevole e riserva delle sorprese perché non narra solo di arrampicata: il capitolo dedicato alla mamma, per esempio, è bellissimo e struggente. Imperdibile”, scrive Anna Vaccari su “La Traccia”, notiziario ufficiale della Società Escursionisti Milanesi. Con questo premio il grande Manolo entra ufficialmente tra gli immortali della letteratura di montagna. Non che non lo fosse già prima, sia pure in modo inconsapevole…(Ser)

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