Caduta massi, la Sat non ha colpe

La Società Alpinisti Tridentini, che in Trentino si occupa della manutenzione di 550 chilometri di sentieri alpini, non può essere ritenuta responsabile di un incidente avvenuto in un percorso montano inserito nell’apposito elenco della Provincia. Lo stabilisce (o meglio: lo ribadisce) una sentenza del Tribunale di Trento, firmata dal giudice Adriana De Tommaso, a seguito di una richiesta di risarcimento del danno presentata da un turista romano. L’episodio finito al centro della causa civile risale al 14 agosto del 2012 sul sentiero del Viel del Pan, nel comune di Canazei. Quel giorno il turista stava camminando in compagnia di alcuni famigliari. A un certo punto dalla montagna si staccarono alcune pietre: un masso centrò in pieno la gamba sinistra dell’escursionista procurandogli una frattura. Da qui la causa e la richiesta di risarcimento del danno (quantificato in 95.851 euro, spese mediche escluse) promossa contro il Comune di Canazei e la Sat.

Per il giudice il sentiero dove si è verificato l’incidente (codificato come sentiero attrezzato E601) è inserito nell’elenco dei sentieri previsto da una specifica legge provinciale e quindi sotto il controllo della Sat, in particolare della sezione dell’Alta Val di Fassa. I doveri della Sat, argomenta il giudice accogliendo la tesi difensiva, attengono al controllo della praticabilità del sentiero, alla posa di segnavia e segnaletica adatta, alla manutenzione del fondo e delle eventuali attrezzature atte a facilitare il percorso e alla verifica delle buone condizioni di transito. Restano fuori dalla sfera di signoria del custode – questo il passaggio chiave della sentenza – le condizioni dell’ambiente circostante, le cui dimensioni e caratteristiche intrinseche sono tali da sottrarsi al governo dell’uomo.

Fonte: Trentino

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