Dilemma ossolano: cambiare o no casacca

“Volete che il territorio del Verbano Cusio Ossola sia separato dalla Regione Piemonte per entrare a far parte integralmente della Regione Lombardia?”. A questa domanda devono rispondere domenica 21 ottobre gli ossolani nel referendum per il passaggio alla Lombardia. La Cassazione ha infatti dichiarato legittima la domanda di referendum per la quale il comitato promotore aveva raccolto 5200 firme. Da notare che nessuno dopo la sentenza di Cassazione che autorizzava la consultazione popolare immaginava che i tempi potessero essere così rapidi.

La bandiera svizzera sventola nella valle Antigorio, terra di confine. La Confederazione è vicina anche ai cuori dei valligiani ossolani. 65.000 sono i frontalieri italiani che ogni giorno varcano il confine: 26mila dal Varesotto, 24mila dal Comasco, il resto da Verbania e Sondrio. (ph. Serafin/MountCity)

Ma come la pensa un ossolano doc come Alberto Paleari, alpinista e scrittore, autore di sette pubblicazioni sull’Ossola (guide e romanzi), ultima delle quali “L’altro lato del paradiso” sulla Valgrande (Ulrico Hoepli Editore, collana Stelle alpine)? “Piemonte o Lombardia secondo me non cambia niente”, è il parere che mountcity ha “rubato” a uno scettico Paleari, piuttosto restio a parlarne. “Forse bisognerebbe andare in Svizzera. Ma poi, una volta che siamo in Svizzera mica diventiamo con la bacchetta magica tutti svizzeri, restiamo sempre ossolani. La Svizzera è Svizzera perché ci sono gli svizzeri, l’Ossola è l’Ossola perché ci sono gli ossolani”. Ragionamento che non fa una piega. Paleari non fa evidentemente mistero delle sue perplessità condivise in questi giorni di vigilia da molti conterranei. “Gli amministratori piemontesi sono stati eletti dalla maggioranza dei cittadini piemontesi, ossolani compresi, se non amministrano bene bisogna cambiarli, non cambiare la regione. E poi chi ci dice che la Lombardia sia amministrata meglio? Qui nell’Ossola ci sono stati, quando diventò il Ducato di Milano, i Visconti e gli Sforza. Poi hanno governato gli Spagnoli. Il nostro dialetto è lombardo e forse dei lombardi che ci hanno governato ci è rimasto il modo rapido di agire, non so come chiamarlo, rispetto alla maggiore lentezza dei piemontesi. Ma non si può generalizzare. E poi anche se fosse, non è che mi dispiaccia la lentezza piemontese”.

In caso di vittoria dei sì dovrà essere il Parlamento, con una legge, a ratificare il risultato. Insomma, tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2019, il VCO – provincia di 160mila abitanti, costituita nel 1992 scorporando 77 Comuni del Novarese, che non confina via terra con la Lombardia ma che la “guarda” dalla sponda ovest del Lago Maggiore – potrebbe cambiare casacca. (Ser)

Contadine a Premia alla fine dell’Ottocento. In alto Domodossola in un’antica stampa.

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