E-bike, bella e bannata

Dall’inglese to ban, bandire, viene il neologismo bannare, cioè togliere a un utente che non ha rispettato le regole l’autorizzazione ad accedere a una sezione di un sito, un forum, una chat ecc. Ora dal sito bicitech.it si viene sapere che in Colorado nella Contea di Boulder, una mecca dell’outdoor, l’e-bike è stata bannata. “Testimonianza di un problema sempre più comune”, è il commento di Andrea Lombardo. Niente e-bike sui sentieri della contea, insomma. Una scelta suicida? A quanto pare no. Andando contro un trend mondiale secondo cui le e-bike accedono a sentieri di media e alta montagna con l’incentivo degli enti turistici locali, la Boulder County Parks and Open Space insiste nell’affermare che i sentieri vanno percorsi “con sforzi solamente umani”. E l’energia fornita dai motorini elettrici di umano ha sicuramente ben poco…

Dietro il provvedimento del Colorado emerge un problema sempre più in evidenza: quello dell’impatto ambientale delle e-bike e, soprattutto, di chi le cavalca: una massa in costante crescita di persone che non sempre potrebbero avere la preparazione fisica e la dose di rispetto necessarie a non lasciare un segno del proprio passaggio. Queste preoccupazioni sono nate fin dal primo manifestarsi del fenomeno. “Il rampichino motorizzato è o non è equiparabile a una moto?”, si chiedeva il 13 aprile 2014 mountcity.it. “La realtà”, vi si leggeva, “è sotto gli occhi di tutti: i mezzi motorizzati circolano impunemente da una valle all’altra; pressoché inesistente è la vigilanza; a prescindere dai danni provocati ai sentieri e mulattiere, della cui manutenzione si fanno carico con sacrificio i soci volontari del Cai, per molti escursionisti l’incontro con le moto e ora anche con le bici elettriche, rappresenta un serio problema in termini di disturbo se non di pericolo”.  Intanto nelle Dolomiti crescono gli itinerari escursionistici che, per decisione dei sindaci, vengono vietati ai ciclisti elettrificati e non. D’ora in poi rigorosamente bannati.

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