Guide alpine, è il momento di pedalare?

Una questione che divide le Guide alpine riguarda la possibilità di creare dei brevetti parziali: la guida di canyoning, la guida che fa solo arrampicata sportiva e così via. “Forse a qualche collega che vive e lavora lontano dalle Alpi potrebbe andare bene. Ma secondo noi non è giusto”, ha spiegato il neo presidente delle guide alpine Pietro Giglio rivolgendosi a Stefano Ardito che lo intervistava per Montagna Tv. Ma come la mettiamo con la mountain bike? Per le Guide alpine sembra prospettarsi una nuova specializzazione, il bike alpinismo (compreso il bike-escursionismo). Lo si desume dal Corriere delle Alpi del 28 settembre 2018 che titola “La mtb, nuova frontiera per guide alpine”. Il boom della bicicletta nelle Terre alte registrato in maniera vertiginosa durante l’estate ha evidentemente indotto queste figure professionali a rivedere le proprie specificità. In quest’ottica andrebbe inquadrato il corso di aggiornamento cui hanno partecipato in settembre alcuni membri del Collegio Veneto delle Guide alpine e Accompagnatori di Mezza Montagna; corso dedicato alla mtb e ospitato a Cortina, il primo in assoluto sull’argomento a quanto riferisce il giornale citato. Dal canto loro, i maestri di sci si sono impegnati a seguire un analogo percorso in sinergia con la Federazione Italiana Ciclismo.

Zaino e bici, compagni inseparabili di Tita Piaz, leggendaria guida alpina. In alto un aspetto della Maratona delle Dolomiti.

Qualcosa di antico sotto il sole? Il bike-alpinismo risulta una disciplina non ancora molto diffusa in Italia, ma assai conosciuta in Austria e in Germania. E non è del tutto una novità l’incontro tra bicicletta, escursionismo alpino e alpinismo. Non risulta un mistero insomma che il “cavallo d’acciaio” è entrato più volte, sia pure di soppiatto, nella storia dell’alpinismo. Era un forte pedalatore Kurt Diemberger che le pareti le raggiungeva in sella alla bici del nonno. Pedalava abitualmente il diavolo delle Dolomiti Tita Piaz su e giù per la Val di Fassa. E come dimenticare che l’austriaco Hermann Buhl, conquistatore solitario del Nanga Parbat, fece un involontario tuffo per la stanchezza nelle acque dell’Inn mentre in Engadina pedalava verso il suo Paese dopo avere violato per primo in solitaria la vertiginosa nord est del Badile? (Ser)

2 thoughts on “Guide alpine, è il momento di pedalare?

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  • 31/10/2018 at 10:32
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    Prima di tutto, il termine esatto è ‘accompagnatori di MEDIA montagna’ (definizione se vogliamo non molto felice, ma così è – per legge), e stupisce che una testata come la vostra non ne sia a conoscenza.
    Secondariamente, in Francia esiste da sempre una specializzazione in MTB per gli ‘accompagnateurs en montagne’. Nulla di nuovo sotto il sole!

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