Cari umani, ora state esagerando

È in uscita da Einaudi il nuovo libro di Luca Mercalli “Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali” (262 pagine, 18 euro) che ripercorre dieci anni di notizie inquietanti sulla salute del Pianeta. Tra i vari capitoli spicca una lettera della Terra al genere umano. “Cari umani”, sono le parole del Pianeta, “non l’ho mai fatto prima, ma quest’anno ho deciso di scrivervi. Di capodanni ne ho visti quattro miliardi e mezzo. Duecentomila anni fa siete comparsi voi, autonominati Homo sapiens, ora siete diventati tantissimi, formicolate in sette miliardi e mezzo sulla mia pelle, mi pungete con trivelle per succhiarmi olio che io avevo sigillato in innocue vesciche, scavate gallerie per estrarmi preziosi elementi che poi buttate come rifiuti disperdendoli per sempre e avvelenandovi da soli, abbattete le foreste che mi coprono di una verde peluria, esaurite i pesci degli oceani e sterminate le creature della mia biosfera che ci ha messo tre miliardi di anni per evolversi; asfaltate, cementate, bruciate, fumate, inquinate qualsiasi cosa passi per le vostre mani…”

Di ragioni per lamentarsi la Terra ne ha evidentemente parecchie, ma più aspre ancora saranno le sue rimostranze se non applicheremo il fragile accordo sul clima di Parigi del 2015. La temperatura planetaria rischia di aumentare di circa 5° C entro la fine del secolo, rendendo i nostri continenti molto meno ospitali, punteggiando la nostra vita di eventi estremi sempre più frequenti e distruttivi, compromettendo la produzione alimentare e facendo salire i livelli dei mari per via della fusione dei ghiacci polari, con sommersione di molte zone costiere e conseguenti migrazioni di profughi climatici. Catastrofismo? “E un tipo di mondo”, osserva Mercalli, “che la nostra specie non ha mai sperimentato nella sua evoluzione, e sarebbe meglio evitare”. Proprio così: se la natura si degrada anche noi facciamo la stessa fine. Eppure ci sono molti modi per risparmiare energia evitando di aggravare l’inquinamento atmosferico o per non sprecare inutilmente le risorse naturali che scarseggiano mettendo a rischio il futuro. Mercalli lo dice e lo scrive da oltre vent’anni, e propone qui un’antologia delle sue riflessioni. Non sempre pacate, ma come si fa a stare sereni in mezzo a tante catastrofi non solo annunciate? (Ser)

Un intervento televisivo di Luca Mercalli che il 18 novembre 2018 in occasione di BookCity partecipa a Milano all’incontro “Crisi ambientale e ‘cecità volontaria’. Dalle lezioni di Primo Levi agli appelli sul clima di Antonio Guterres” presso il MUDEC Museo delle Culture (via Tortona, 56), alle ore 16 . L’immagine in apertura si riferisce al problema del CO2: nel mondo ne vengono emesse circa 36.000 milioni di tonnellate all’anno. (EPA/Mario Behnke)

 

 

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