Gli angeli custodi del Duomo

La madonnina

Tra le nuove statue che spiccano tra le guglie del Duomo di Milano, anche quella che raffigura il beato don Carlo Gnocchi (1902-1956) è stata realizzata con un blocco di marmo di Candoglia, come tutto il resto del Duomo. La scultura, di un biancore notevole, spicca tra le altre guglie perché non ancora brunita dallo smog dei secoli. E’ stata collocata il 21 ottobre 2013 (mensola 211, lato est, sacrestia capitolare, tra via dell’Arcivescovado e piazza Duomo). Pesa 800 kg ed è assicurata alla parete con un gancio. Nella cava madre del Duomo di Milano, intanto si continua a lavorare per alimentare la celeberrima “fabrica del Domm”. Il Laboratorio Ornatisti è a Candoglia (Mergozzo), all’imbocco della Val d’Ossola, dove quattro marmisti sono dotati di scalpelli di tutte le dimensioni, ma soprattutto di perseveranza e precisione. “Sono gli angeli custodi di un’opera tenuta viva da un cantiere infinito che assicura eternità alla cattedrale milanese”, osservò con molto acume Cristina Pastore in una corrispondenza del 29 maggio 2018 sul quotidiano La Stampa. A Candoglia nel 1387 il duca Gian Galeazzo Visconti cedette alla Veneranda Fabbrica del Duomo, di cui fu fondatore, le cave di marmo bianco con sfumature rosee, grigie e arancioni che nei secoli hanno garantito il materiale di costruzione della chiesa gotica. Ancora oggi ogni anno forniscono circa 80 metri cubi di marmo pulito e perfetto che si ricava estraendone 200 dalla cava madre tenuta sotto il controllo del geologo Elio Corbetta.

I marmisti della Veneranda Fabbrica del Duomo Alessandro Carlo, Patrick Zanetti e Paolo Sabbadini (foto da La Stampa). In alto un particolare della statua dedicata al beato don Carlo Gnocchi.

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