“Ghiaccio fragile”. Lezioni di clima nelle scuole

Lezioni settimanali sui cambiamenti climatici nelle scuole di ogni ordine e grado: questo auspica il direttore Maurizio Molinari sulla Stampa del 3 novembre 2018 rispondendo a un lettore. “Potrebbe far maturare nei più giovani”, spiega Molinari, “una consapevolezza destinata a riflettersi nelle rispettive famiglie. Iniziando a creare un tessuto sociale consapevole di cosa sta avvenendo intorno a noi”. Un solo appunto. Lezioni sui cambiamenti climatici sono già in corso anche grazie al giornale La Stampa, partner del progetto “Ghiaccio fragile”, ed è strano che il direttore se ne sia dimenticato. L’ideatore del progetto è Gianni Boschis, professore di geografia di Avigliana (Torino) e dottorando all’Università di Camerino. E’ un insegnante, Boschis, il cui valore non è sfuggito agli organizzatori del Premio Marcello Meroni della Società Escursionisti Milanesi che lo hanno accolto come candidato all’undicesima edizione culminante il 30 novembre con la cerimonia della premiazione all’Università degli Studi.

Il corso ideato dal professor Gianni Boschis coinvolge scuole medie e superiori. Nella foto in alto il ghiacciaio sofferente del Gran Paradiso (ph Stefano Cerise)

Il progetto “Ghiaccio fragile” coinvolge 60 professori di scuole medie e superiori e la Stampa lo sostiene dandogli spazio. Il 16 settembre il giornale torinese pubblicò una lettera del professor Boschis al ministro dell’istruzione Marco Bussetti. “Egregio ministro”, scrisse il professore, “intendo portare alla sua attenzione il rapporto tra i cambiamenti climatici e il tempo che la scuola dedica a spiegarli. No, non siamo ancora al passo nell’importante impegno di formare la coscienza ambientale dei giovani”. Che cosa significa non essere ancora al passo? “Le linee guida per i licei e gli istituti tecnici hanno aggiornati programmi”, riconobbe il professor Boschi nel rivolgersi al ministro, “includendo finalmente i legami tra clima e attività umane, ma senza fornire alcuna indicazione metodologica, né riferimento a contenuti specifici. Non è in alcun modo preso in esame il ritiro dei ghiacciai, marker del surriscaldamento globale. Gli insegnanti restano tuttora privi di un orientamento. Non vi è alcun obbligo di trattare il surriscaldamento del clima che è all’origine, tra l’altro, delle recenti devastazioni dei boschi nelle aree alpine del Trentino e del Bellunese”. Ma c’è di peggio. Nei libri di testo, spiega ancora il professor Boschis, le trasformazioni climatiche vengono trattate appena dal 4% del totale delle pagine e vi sono testi di Geografia che ignorano l’Antartide. Con piacere si apprende, in questi giorni in cui la natura presenta il conto pesantissimo delle trasformazioni climatiche, che il corso ideato dal professor Boschis viene replicato per il secondo anno coinvolgendo scuole medie e superiori. L’iniziativa forma gli insegnanti e coinvolge gli allievi anche con un concorso giornalistico-letterario. Per partecipare, come annuncia La Stampa, c’è tempo fino al 31 marzo. Due le categorie degli elaborati: la prima è quella di un articolo giornalistico, di un racconto letterario, oppure di un saggio, in 3.600 battute; il secondo è la poesia (non più di 30 versi) a tecnica libera. Si può partecipare soltanto individualmente. Le opere di gruppo possono essere accolte fuori concorso. La scheda di iscrizione si può scaricare dal sito www.meridiani.info. Il concorso è coordinato da Meridiani società scientifica in collaborazione con La Stampa e il Centro servizi didattici della Città Metropolitana di Torino. Iscrizioni e componimento vanno spediti a daniela.truffo@cittametropolitana.torino.it (tel. 011.8613678).

Va ribadito che oggetto dei lavori è il cambiamento climatico e gli effetti che purtroppo sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti. Fra gli aspetti più evidenti è sicuramente il ritiro dei ghiacciai. Gli insegnanti che stanno partecipando alla formazione, oltre alle lezioni teoriche, hanno già fatto in autunno un’uscita in alta montagna con visita alla Val Veny (Courmayeur), ai piedi del Monte Bianco. Risulta in definitiva che sessanta studenti abbiano partecipato nel 2018 con articoli, racconti e poesie al concorso letterario proposto nella prima edizione di “Ghiaccio fragile”. Sessanta furono a loro volta gli insegnanti coinvolti partecipando alla formazione in tema di cambiamenti climatici come annunciò La Stampa di domenica 3 giugno 2018. Il dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell’Ambiente dell’ateneo senese, così come i due musei della Montagna di Torino e dell’Antartide di Siena, si fecero subito avanti per sostenere l’iniziativa.

Qualche esempio degli elaborati vincenti? Gioele Bianco (Scuola media Monforte d’Alba, 2° A) scrive: “Mi pare di sentire quel blocco di ghiaccio che si stacca dalla montagna. E, con un suono sordo, si allontana da lei. Sembra la vita che se ne va!”. Maria Delpiano (IC La Morra CN, £A) segnala come in Piemonte e in particolare nelle Langhe, si stia assistendo al progressivo disboscamento delle colline per fare spazio alle intensive colture di viti e noccioli. “Questo danneggia l’ecosistema presente nei boschi e può provocare la scomparsa di uno speciale fungo, il tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico), orgoglio delle Langhe”. Pessimismo e amarezza traspaiono dai versi di Benedetta Orrù (IC La Morra CN, 2°): “Il sole scalda l’intero pianeta, il cuore umano rimane di ghiaccio, tutto tace pur muovendosi adagio, e le stagioni non trovano meta”. Infine Martina Santoro (Liceo Curie Pinerolo, 2° A) ci ricorda che la fusione dei ghiacci continentali porta a un aumento del volume dell’acqua negli oceani, “che potrebbe risultare devastante per molte aree costiere…”.

Un articolo, un racconto o una poesia per capire meglio il clima: nessuno prima ci aveva pensato e c’è da augurarsi che l’iniziativa del professor Boschis possa realizzarsi con le stesse modalità anche in altre regioni ed essere adottata nell’ambito delle normative già esistenti, diventare una linea guida e un modo per dimostrare che l’emergenza climatica non è un’invenzione dei soliti catastrofisti. (Ser)

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