Nuovo parco nell’Appennino. Grazie alla tenacia di un sindaco

Da tempo Marco Guerrini, sindaco del Comune di Carrega Ligure (ligure come Novi, ma è sempre Piemonte), lancia un appello – che Mountain Wilderness ha prontamente raccolto – per spingere la Regione Piemonte a velocizzare i tempi di approvazione della legge istitutiva dell’area protetta denominata “Parco naturale Alta Val Borbera”. Non sarà forse la prima volta che un comune di montagna chiede l’istituzione di un parco naturale ma certo si tratta di una rarità: lo rileva Toni Farina in Mountain Wilderness Notizie, organo ufficiale dell’associazione fondata più di trent’anni fa, che all’istituzione del Parco ha dedicato in primavera il servizio di copertina con una bella immagine dello stesso Farina. Ora a divulgare utilmente l’iniziativa è la Società Escursionisti Milanesi accogliendo il sindaco Guerrini tra le 26 candidature del Premio Marcello Meroni che venerdì 30 novembre 2018 si assegna a Milano nell’Aula Magna dell’Università Statale.

Marco Guerrini, sindaco di Carrega Ligure, da anni si batte per l’istituzione del Parco Naturale Alta Val Borbera (in alto una suggestiva veduta dal crinale del Cavalmurrone realizzata da Toni Farina).

Una notizia, una bella notizia questa della candidatura al prestigioso “Meroni” di Guerrini e dell’Alta Val Borbera, il “suo” gioiello. Laggiù, all’estremità dei 400 chilometri di montagne che circondano la regione ex sabauda, ecco un angolo di Piemonte che i piemontesi non conoscono, figurarsi i milanesi e i lombardi. Una terra al limite: da un lato il Mar Ligure, Genova lì sotto. Dall’altro le colline del Gavi, intermezzo fra la pianura alessandrina e queste montagne dai profili arrotondati, piene di boschi e di racconti. Sul Monte Chiappo, la cima più alta, s’incontrano i confini di quattro regioni: Emilia, Liguria, Lombardia e, appunto, Piemonte. “Già questo”, osserva Toni Farina in MW Notizie, “ne fa un luogo speciale. Un luogo di incontri: di culture, di correnti, di nature. Luogo di diversità: di bio-diversità. Anche per questo la Val Borbera era già compresa nel piano parchi della regione fin dagli anni 70’, individuato come Parco naturale delle Alte Valli Borbera e Curone. Le ragioni per istituire un’area protetta dunque ci sono tutte. E sono validate dalla significativa presenza di siti di interesse comunitario della Rete Natura 2000″.

“Un parco in val Borbera colma di fatto un vuoto in quanto rappresenta un continuum ecologico e territoriale con il Parco dell’Antola, in territorio ligure. Ma soprattutto il parco rappresenta una concreta prospettiva di futuro per queste valli”. Sono parole di Guerrini. Sua è stata l’idea di lanciare un appello su Facebook a sostegno della creazione del parco, per spingere la regione a velocizzare i tempi di approvazione della legge istitutiva. La cartografia è già predisposta: 3.200 ettari nel Comune di Carrega Ligure (Alessandria), compresi fra quota 900 e 1.641 metri (la sommità del Monte Carmo). Altri 2 mila ettari sono individuati come area contigua dove sarà possibile la caccia, consentita però solo ai residenti. Il parco sarà affidato all’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese (gestore del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo). Nel municipio di Carrega è già pronta una sede.

Mountain Wilderness ha contribuito a sostenere la nascita del parco in un angolo del Piemonte particolarmente suggestivo.

“Il territorio del parco”, chiarisce ancora Farina nella pubblicazione MW Notizie di cui è direttore Luigi Casanova, “ha caratteristiche uniche nel contesto delle altre aree protette regionali. Si tratta, infatti, di un’area tipicamente appenninica, sia dal punto di vista geologico (il termine geologico delle Alpi coincide con la linea Sestri Ponente – Voltaggio, e passa dal Valico della Bocchetta, limite orientale del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo), sia dal punto di vista geografico. Tipiche dell’Appennino sono le estese faggete, le praterie di quota con abbondanti e pregiate fioriture, nonché una fauna unica: proprio in questo tratto della spina dorsale italiana giungono dal Centro Sud specie di anfibi endemiche, esclusive dell’Italia come la rana appenninica (Rana italica) e la salamandrina di Savi (Salamandrina perspicillata). Tutte specie che, nel contesto della regione, assumono un valore eccezionale. I boschi dell’Alta Val Borbera sono inoltre luogo di rifugio dei nuclei di lupo che, a partire dai primi anni ’90 del secolo scorso, hanno ricolonizzato in modo spontaneo l’arco alpino”.

Per concludere, sono davvero straordinari gli scorci concessi dai crinali di queste valli. Dal Monte Chiappo e dal vicino Monte Ebro, con meteo favorevole lo sguardo veleggia dall’Isola d’Elba al Bernina. L’intero arco alpino piemontese in un colpo d’occhio. A nord, agli antipodi della regione, stanno le Lepontine, l’Ossola, l’Alpe Devero. Dopo il sostegno alla nascita del parco da parte di Mountain Wilderness, giunge dunque a proposito la candidatura del sindaco di Carrega Ligure al Premio Marcello Meroni: per far sentire alla Giunta e al Consiglio Regionale del Piemonte quanto sia condiviso e atteso questo progetto. Non che a Torino, va detto, lo ignorino o facciano orecchie da mercante. “Il parco naturale dell’Alta Val Borbera lo si può considerare come fatto”, ha annunciato infatti di recente il presidente della Regione Sergio Chiamparino che il primo settembre è salito fino a Carrega Ligure e nello splendido scenario del comune ha anticipato la notizia che tutti aspettavano. A cominciare dal sindaco, ovviamente. (Ser)

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