Quel disastro ancora negli occhi dei ragazzi

L’uragano delle Dolomiti con le foreste rase al suolo dal vento ha lasciato vistose tracce anche nel cuore oltre che negli occhi dei ragazzi che ne sono stati diretti testimoni. Una commovente lettera è arrivata al municipio di Rocca Pietore scritta da un bambino di nove anni. Dentro c’erano cinque euro dei suoi risparmi per aiutare il comune più disastrato del Bellunese. Di notevole spessore letterario sono i racconti raccolti da Teddy Soppelsa nel sito “Altitudini”. A raccogliere l’invito di Soppelsa a raccontare ciò che ricordano di questa drammatica circostanza sono stati anche gli studenti della classe 4ªE dell’Istituto Professionale Alberghiero di Stato Dolomieu di Longarone (Belluno). I componimenti sono firmati da Silvia Pauletti (Feltre), Alberto Caccaro (Sedico), Jessica De Zordo (Dosoledo), Matilde De Gasperi (Mel), Leonardo Montecchio (Belluno), Federico Casanova (Sedico), Marek De Toffol (Sedico), Giancarlo Corona (Erto) e Benedetta Andrich (Belluno). Fra tutti i racconti “Dislivelli” ha scelto di pubblicare “Arriva il vento e slam!” della Pauletti che è riuscita in poche righe a descrivere con efficacia il prima e il dopo di quanto è accaduto a casa sua: un racconto immediato, in presa diretta che ci proietta dentro la tempesta.

“Slam”, scrive Silvia Pauletti, “i balconi sbattono. Foglie volano in un turbinio violento. L’abete davanti a casa è caduto come un animale morto, arreso alla furia del vento”. E più avanti Silvia racconta: “Pulisco il terrazzo, il giardino, il garage da tutto ciò che l’aria ha trascinato con sé nella sua furia distruttiva. Feltre è desolazione: strade ricoperte da rami, foglie, tronchi, automobili distrutte, tetti danneggiati. La zona dell’ospedale di Santa Maria del Prato è irriconoscibile, come il Bosco Drio le Rive e il Castello di Alboino dove tutti gli olmi sono stati sradicati, ma il luogo peggiore è la Culiada, dove i tigli in parte alla strada sono stati decimati, caduti nella carreggiata, che ci lasceranno impresso il ricordo della morte di un padre padovano che tornava da lavoro. I dadi ormai sono tratti, la pioggia per ora è finita, non resta che rimboccarci le maniche e sistemare le case, le strade. Feltre però ormai non è più la stessa, i bimbi piccoli non la vedranno mai come l’abbiamo vista e vissuta noi”.

Per leggere tutto il racconto di Silvia: http://www.altitudini.it/arriva-vento-slam/

La letterina mandata da un bimbo di nove anni (con accluso un biglietto da 5 euro del suo salvadanaio) al sindaco di Rocca Pietore, la località delle Dolomiti più devastata dall’uragano. In alto la presentazione del racconto di Silvia, studentessa di Belluno, in “Altitudini”.

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