Stop imballaggi. Svolta “eco” anche in famiglia

Non è mai troppo tardi per dare un taglio alle nostre vecchie abitudini. Siamo capaci di non utilizzare più prodotti alimentari confezionati e bottiglie e bottigliette di plastica “a perdere”, così comode e sempre a portata di mano ma tanto dannose per l’ambiente? L’esempio lo offre a Varese la famiglia di Lorenzo Serafin e Chiara Ricardi, entrambi architetti. Si sono ribattezzati, come riferiscono sabato 17 novembre la pagine locali del quotidiano Il Giorno, una “famiglia sballata” perché hanno deciso di vivere centellinando quanto più possibile l’utilizzo di imballaggi. “All’inizio dell’anno scolastico”, spiega Chiara che è anche insegnante oltre che rinomata scultrice e grafica raffinata (si deve alla sua creatività il logo del sito che state leggendo), “sono stata contattata da Silvia Colombo, responsabile dell’osservatorio provinciale dei rifiuti, e dall’assessore all’Ambiente Dino De Simone, i quali mi hanno proposto di aderire alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr) introdotta con la normativa 98 sui rifiuti della Comunità Europea. Ho deciso così di estendere la proposta all’interno del mio nucleo famigliare. Abbiamo anche realizzato dei video che documentano le nostre attività per poi diffonderli sui social media”. Fondamentale è la riscoperta della borraccia al posto delle bottiglie di plastica. Tra l’altro, la borraccia è ora in vendita in forme nuove, accattivanti e a buon prezzo, sia che sia fabbricata in acciaio inossidabile, in alluminio, in vetro o in plastica senza BPA. La speranza è che diventi contagioso, anzi virale, l’esempio della famiglia “sballata”.

L’impegno è di centellinare quanto più possibile l’utilizzo di imballaggi.

 

Commenta la notizia.