Addio Camillo, Alpi Venete in lutto

Le Dolomiti hanno perduto un pezzo di storia, un uomo che da quasi un secolo era parte dei Monti Pallidi. Lunedì 19 novembre 2018 è morto nella sua casa a Venezia Camillo Berti. In luglio aveva compiuto 98 anni. Camillo era l’ultimo figlio vivente di Antonio Berti, pioniere e padre degli alpinisti veneti, uno dei maggiori divulgatori in assoluto, autore della celeberrima guida delle Dolomiti Orientali. Di Antonio e Marina Suman era figlio secondogenito. Sei anni prima di lui era nato il fratello Alessandro, al quale la sorte riservò una fine tragica, la morte di stenti in un treno nazista in Cecoslovacchia il giorno prima della Liberazione. Era toccato a Luigi Brusadin, presidente della Fondazione Antonio Berti, tesserne la laudatio nel 2005 a Saluzzo davanti ai delegati del Cai che in quell’occasione lo hanno eletto socio onorario. Camillo è stato a lungo direttore de “Le Alpi Venete”, semestrale, uno migliori periodici di alpinismo e vita alpina se non il migliore in assoluto: una rivista che tira 20 mila copie, con cronache e saggi di inarrivabile cultura non solo alpinistica. Di Camillo, avvocato, Brusadin ripercorse la vita febbrile e avventurosa in sintonia con gusti e passioni dell’illustre genitore. Consigliere centrale del Cai nel 1973, Berti ha fatto parrte della Commissione centrale pubblicazioni e ha offerto il suo contributo alla realizzazione della Guida monti edita dal Cai in tandem con il Touring Club Italiano. Numerose le onorificenze riservate a questo gentiluomo delle montagne, dal Pelmo d’oro nel 1998 al titolo di “Paul Harris Yellow”. (Ser)

Camillo Berti (1920-2018) a Saluzzo nel 2005 con il diploma di socio onorario del Club alpino (ph. Serafin/MountCity)

 

2 thoughts on “Addio Camillo, Alpi Venete in lutto

  • 11/05/2019 at 20:02
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    La tua casa a Venezia, a Dorsoduro, mi ospitò per lungo tempo quando avevo poco più di 20 anni, e tra te e tua moglie mi avete dato la forza di superare il primo intoppo della mia vita, ovvero l’annullamento del mio previsto matrimonio che doveva avvenire di lì a poco, per l’evenienza che il mio allora fidanzato aveva messo incinta una donna sposata, e correttamente se ne era preso tutte le responsabilità. Ricordi quanto ne abbiamo parlato, e quanti consigli e distrazioni mi hai fornito con un affetto davvero paterno che non dimenticherò finche vivo, e forse ancora oltre, quando ci incontreremo di nuovo nell’altra dimensione che tu hai già conquistato, e che adesso aspetta anche me.. Ti voglio sempre tanto bene.

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  • 08/05/2019 at 21:17
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    Caro zio Camillo, resterai sempre nella mia vita con il tuo affettuoso apporto, che ti ha portato ad essere una base fondamentale di me e della mia famiglia. Ma Il nostro percorso terreno ha un limite, e tu l’hai superato alla grande, ed ultra lucido e come sempre grande… ti voglio bene come e più di prima, e spero che questi miei pensieri ti arrivino, se non più per telefono, almeno per la forza delle nostre anime, che continuano a vivere almeno finchè c’è qualcuno che le coltiva…Non mi abbandonare… seguimi ed io ti seguirò.

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