Salvarsi con la retromarcia

In seguito a una “approfondita valutazione”, la Sat, sezione trentina del Club Alpino Italiano, ha deciso di revocare il proprio assenso ad alcune opere del progetto “Translagorai”, come la trasformazione di Malga Lagorai in ristorante. Una nuova salvifica retromarcia del Cai dopo quella messa in atto relativamente all’accordo con la Federazione Motociclistica Italiana per la sistemazione dei sentieri: accordo che fu revocato a furor d’iscritti dopo che la presidenza generale ebbe la pessima idea (era il 2014) di diramare un comunicato congiunto con i rappresentanti dei centauri tutti felici di scorrazzare nei boschi con l’avallo del Cai. “Abbiamo scoperto che fra l’ipotesi di progetto e il protocollo d’intesa i termini erano diversi”, ha detto la presidente della Sat a proposito della Translagorai, lasciando intendere che la Provincia avrebbe modificato di sua iniziativa il testo del protocollo che regola il progetto di “riqualificazione”. “Che sia stato una cosa intenzionale o uno sbaglio non lo so. Ma noi non ci stiamo”. Il futuro del progetto e della catena del Lagorai sono ora nelle mani della Magnifica Comunità di Fiemme e di Maurizio Fugatti, nuovo presidente della Provincia autonoma di Trento. La speranza è che il Lagorai possa rimanere integro, selvaggio e “inospitale” e non diventare un punto di ristoro per chi frequenta i vicini comprensori sciistici. (Ser)

Commenta la notizia.