Flaminio, indimenticabile capocordata

Les dieux s’en vont, e anche il capocordata Flaminio Benetti se ne è andato pur essendo ancora un giovanotto del 1941. Era uno dei pilastri della storica Sezione Valtellinese del Cai fondata nel 1872 dal senatore Luigi Torelli e di cui è stato presidente. Nato a Sondrio l’8 aprile 1941, era laureato in ingegneria civile. Sposato con quattro figli e una marea di nipoti ha sempre accettato con indimenticabile brio di darsi da fare nella società civile, di spendersi per la sua Sondrio e per il suo Cai. Tra i molti incarichi, è stato presidente dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Sondrio dal 1979 al 1981, segretario provinciale della Democrazia Cristiana dal 1987 al 1990, sindaco di Sondrio dal 1990 al 1994. Dal 2001 al 2004 è stato componente del Comitato scientifico regionale del Cai. Eletto nel 2004 consigliere centrale dall’assemblea dei delegati lombardi, riconfermato nel 2007, ha completato tale incarico nel 2010 per scadenza del mandato. “Diventare presidente della Sezione Valtellinese”, spiegò Benetti quando venne eletto, “è stato un momento di gratificazione personale importante. Sono entrato in un albo di cui hanno fatto parte personaggi prestigiosi della storia valtellinese. Mi auguro solo di poter essere alla loro altezza. Sono accompagnato, nel mio lavoro, da collaboratori impegnati nel volontariato in modo serio e professionale”.

Flaminio Benetti (1941-2018)

Dai giornali locali si apprende che il caro Flaminio ha accusato un malore mentre si trovava a Livigno per lavoro. Immediato l’intervento dei soccorsi che lo hanno raggiunto anche con l’elicottero del 118. Ma purtroppo non ce l’ha fatta. Gli amici lo ricordano come un uomo molto impegnato che tuttavia trovava sempre il tempo per tutti e sapeva ascoltare. Virtù rara di questi tempi. (Ser)

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