Lo spettacolare volo delle gru

Occhi rivolti al cielo nel mese di novembre e i primi di dicembre e non esitate a segnalare i vostri avvistamenti degli stormi di gru, indicando numero di individui osservati e direzione di volo, alla direzione del Parco del Monviso (http://www.parcomonviso.eu/). Ecco a proposito della migrazione delle gru un articolo dell’esperto Roberto Ostellino tratto dal notiziario del Parco con il corredo di una esauriente bibliografia e di riferimenti iconografici.

Una visione emozionante

Uno degli spettacoli naturali più emozionanti del mese di novembre è certamente la migrazione delle gru. Proprio in questo periodo dell’anno questi grandi ed eleganti veleggiatori, meglio noti alla Scienza come Gru cenerine o eurasiatiche (Grus grus), sorvolano i nostri cieli per raggiungere climi più miti dove trascorrere l’inverno. Tuttavia questo fenomeno ha una storia piuttosto recente: le Gru risultano estinte come nidificanti nel nostro paese già intorno al 1920 e la comparsa nei cieli di individui in migrazione, ha sempre suscitato grande meraviglia nei pochi fortunati osservatori. Ancora all’inizio del nuovo millennio, infatti, l’avvistamento delle Gru in Italia era un evento rarissimo se si eccettuava la Sicilia, dove si contava qualche centinaio di gru in migrazione ogni anno già a partire dal 1980. Dagli anni ‘90 in avanti però, il numero e la dimensione degli stormi in transito sul nostro paese è andato progressivamente aumentando, riflettendo con buona probabilità, il trend positivo della popolazione della gru cenerina nel nostro continente.
A partire dal 1600 fino agli anni ’60 del XX secolo, la popolazione delle gru aveva infatti subito una progressiva e drastica riduzione, provocata soprattutto dalla distruzione e alterazione degli habitat elettivi per la riproduzione e lo svernamento.
Grazie alle azioni di protezione ambientale intraprese da svariate nazioni, a partire dagli anni ’70 (es. istituzione di Aree Protette, tutela degli habitat) si è registrato un progressivo incremento della popolazione, fino ad arrivare ad un eccellente risultato: oggi il numero di individui è 6 volte superiore a quello registrato intorno al 1960.
Ma da dove arrivano e dove vanno le Gru che sorvolano in questi giorni i cieli del Piemonte?
La Gru cenerina è un visitatore estivo del Nord Europa e di parte dell’Europa Centrale, ma la sua popolazione mondiale ha un areale molto più esteso, coprendo tutto il continente euroasiatico. Nelle regioni Scandinave, Baltiche e della Russia settentrionale si trovano, come già ricordato, i principali siti riproduttivi europei. In autunno ha inizio la migrazione verso i siti di svenamento meridionali situati in Africa (orientale e occidentale), in Spagna e nella Francia meridionale.
Grazie a numerosi studi condotti negli ultimi decenni, la conoscenza delle rotte migratorie di questa specie si è accresciuta notevolmente e oggi disponiamo di un quadro piuttosto chiaro di ció che accade nei cieli europei. Sappiamo ad esempio che le principali rotte migratorie autunnali sono storicamente 3: l’Europea-occidentale (WE), la Baltica-Ungherese (BH) e la Europea-orientale (EE)
La rotta Europea-occidentale (WE) interessa circa 240.000 gru che nidificano in Scandinavia, Polonia e nelle regioni baltiche. Questi uccelli non raggiungono il territorio italiano poiché sorvolano l’Europa centrale, dirigendosi verso la Spagna e il Marocco. Più interessante è invece la migrazione Baltico-Ungherese (BH), dalla quale sembrano provenire la totalità degli stormi che transitano sul Nord Italia. Il numero di uccelli è anche in questo caso importante: circa 120.000 gru si spostano verso sud raggiungendo la Tunisia, i Balcani e la Turchia (e l’Etiopia poi) attraverso svariate direzioni, una delle quali devia all’interno della Pianura Padana, seguendo i rilievi meridionali delle Alpi e il corso del fiume Po.
Un aspetto interessante della rotta Baltico-Ungherese è la presenza, a metà tragitto, di un’importante area di sosta in Ungheria, all’interno del Parco Nazionale di Hortobágy, dominato da una grande area planiziale con ampie praterie dedicate al pascolo, habitat ideale per numerosissime specie di uccelli. Qui le Gru provenienti da nord, sostano per alcune settimane (in media da metà settembre fino a metà novembre), trovando ampi pascoli e coltivi su cui rifocillarsi prima dell’arrivo del gelo, il vero motore della seconda parte della loro migrazione verso sud.
Possiamo oggi ritenere, con buona approssimazione, che le Gru avvistate nei cieli del Nord Italia in autunno, provengano da Hortobágy e che facciano parte di un ampio contingente migratorio che si divide successivamente in diversi gruppi, i quali scelgono, come meta finale, luoghi completamente differenti come: l’Europa meridionale e il Marocco, l’Africa occidentale (es. Tunisia) o ancora L’Africa Orientale (soprattutto l’Etiopia) passando per l’Anatolia.
La terza rotta (europea-orientale – EE) è infine quella meno studiata: interessa le Gru che nidificano in Finlandia, in Russia e nelle regioni baltiche, le quali sorvolano i cieli dell’Ucraina e il Mar Nero per raggiungere anch’esse l’Etiopia.
Tornando però ad analizzare nel dettaglio le rotte italiane, è importante segnalare come il tragitto padano sia quello comparso più recentemente nella storia migratoria di questi uccelli e anche quello che sembra mostrare uno dei maggiori incrementi del numero di individui osservati negli ultimi anni.  È ipotizzabile che una concausa di fattori, come l’aumento della popolazione delle gru in Europa e le variazioni climatiche nel nostro continente, abbiano indotto questi uccelli a ricercare nuove e proficue rotte per raggiungere i siti storici di svernamento e che, in questo senso, la Pianura Padana rappresenti un’interessante alternativa alle rotte tradizionali.
Non è escluso, infine, che questa rotta rappresenti un antico tragitto migratorio quasi del tutto abbandonato durante la crisi della popolazione delle Gru e che ora sia tornato ad essere riutilizzato da un numero sempre crescente di individui.
Le rotte del Centro e Sud Italia, come già ricordato, sono invece percorsi noti e utilizzati da tempo. Mostrano anch’essi un incremento del numero di individui osservati, in linea con il trend di crescita della popolazione di gru cenerina in Europa.
Per concludere, possiamo affermare che la storia delle Gru eurasiatiche in Europa sia emblematica: da un lato dimostra che la conservazione e la tutela degli habitat naturali operata dai Parchi e dalle Istituzioni pubbliche non è un mero esercizio estetico, ma che al contrario può ottenere importanti risultati. In secondo luogo, ma non meno importante, le gru sembrano volerci insegnare che nulla è per sempre e che sapere leggere i segni dei mutamenti in atto nei fenomeni naturali può risultare di grande aiuto per affrontare i drastici mutamenti che sembrano attenderci nel prossimo futuro. Il costante monitoraggio dei luoghi e dei tempi delle migrazioni è importante, non solo per ampliare le nostre conoscenze sulla biologia delle specie, ma anche per aiutarci ad aggiungere un ulteriore tassello nel complesso quadro del mutamento climatico che investe il nostro continente.

Roberto Ostellino 

Fonte: http://www.parcomonviso.eu/ita/legginews.asp?id=1855&fbclid=IwAR37ctc0jrEO3c4yz43dA9hOadfPv6nU3e_S546vHOYzCTLqOvuOAsff4DM

• Bibliografia
Autumn Migration of Common Cranes (Grus grus) through the Italian Peninsula: New Vs. Historical Flyways and Their Meteorological Correlates
Author(s): Toni Mingozzi , Pierpaolo Storino, Gianpalmo Venuto, Gianfranco Alessandria, Emiliano Arcamone, Salvatore Urso, Luciano Ruggieri, Luciano Massetti & Alessandro Massolo.
Source: Acta Ornithologica, 48(2):165-177. 2013.
Published By: Museum and Institute of Zoology, Polish Academy of Sciences
DOI: http://dx.doi.org/10.3161/000164513X678810
URL: http://www.bioone.org/doi/full/10.3161/000164513X678810a

The status of the Common Crane (Grus grus) in europe – breeding,
Resting, migration, wintering, and protection
Hartwig Prange
Martin-Luther-University Halle- Wittenberg, prange@landw.uni-halle.de
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http://digitalcommons.unl.edu/nacwgproc/38

The migration routes of Eurasian Cranes
breeding in Estonia
Aivar Leito, Ivar Ojaste & Urmas Sellis
e‐post: aivar.leito@emu.ee

• Riferimenti iconografici 
Sviluppo della popolazione di gru cenerina in Germania
Da: The status of the Common Crane (Grus grus) in europe – breeding, Resting, migration, wintering, and protection – Hartwig Prange

Carta distributiva della Gru Europea – Di Paul Müller-Kaempff –
http://www.biologie.uni-hamburg.de/b-online/birds/1617_58.htm Pubblico dominio
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5314624
See page for author [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Rotte migratorie europee della Gru cenerina
Da: Autumn Migration of Common Cranes (Grus grus) through the Italian Peninsula: New Vs. Historical Flyways and Their Meteorological Correlates
Author(s): Toni Mingozzi et al.

Rotte migratorie della Gru cenerina in Italia
Da: Autumn Migration of Common Cranes (Grus grus) through the Italian Peninsula: New Vs. Historical Flyways and Their Meteorological Correlates
Author(s): Toni Mingozzi et al.

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