Viagra dell’Himalaya a peso d’oro

Nella valle nepalese di Mugu viene raccolto, in primavera, il Yarchagumba, un fungo che parassita le larve delle farfalle. Nel riferirne nel sito Planetmountain, l’alpinista Anna Torretta specifica dopo avere scalato da quelle parti che serve per curare molti tipi di mali, tra cui affezioni cardiache e renali oltre a essere noto come il “viagra dell’Himalaya”. Non è difficile scoprire tramite Google che il Yarchagumba (Cordyceps sinensis) è pagato a peso d’oro dai cinesi e nella valle visitata dalla Torretta come in altre del Nepal e del Tibet è la prima fonte di guadagno. E inoltre che viene usato nella medicina tradizionale cinese (TCM) per svariati usi: infezioni polmonari, epatiti e anche come afrodisiaco. Oriana Pecchio, medico di montagna che da tempo studia gli aspetti delle popolazioni himalayane sotto il profilo dietetico e igienico, interpellata da mountcity raccomanda comunque attenzione nell’eventuale impiego dello Yarchagumba perché può contenere elevate quantità di arsenico. Non le risulta peraltro che il preparato sia stato usato, come il Viagra, per il mal di montagna. Stabilito che il bruco-fungo è impiegato in Cina e in Tibet a scopo medicinale fin dall’epoca imperiale (quindi da vari secoli!), il suo ciclo vitale particolare e i suoi diversi impieghi in medicina hanno creato negli ultimi trent’anni un notevole interesse scientifico soprattutto allo scopo di isolarne i composti bioattivi per sottoporli a esperimenti clinici.

Se ne parla, come riferisce la già citata Anna Torretta, anche per il notevole impatto che il bruco-fungo ha sull’economia e quindi sulla vita delle popolazioni che vivono nei villaggi ad alta quota (tra 3600 m e 4200 m) dove cresce naturalmente. Lo si può infatti trovare in Nepal in Himalaya, in Tibet, in Bhutan, nelle province cinesi Sichun, del Qunghai, Xizang e Yunnan, e in India in Himalaya, nel Kumaun e nel Garhwal, nel Sikkim e nel Arunanchal Pradesh. Tradizionalmente il fungo è stato usato come tonico e come stimolante sessuale per entrambi i sessi (da cui il nome “Himalayan herbal Viagra”), oltre che come rimedio per la diarrea, per il mal di testa, per la tosse, per i reumatismi, per l’asma, per le riniti allergiche, ecc. Le ricerche finora compiute dimostrerebbero inoltre che i suoi componenti hanno funzione antitumorale, agiscono come immunomodulatori, svolgono un’attività antidiabetica, proteggono il fegato e i reni, hanno un effetto positivo sul sistema cardiocircolatorio.

Poiché cresce solo ad alta quota e in luoghi impervi degli altopiani himalayani ed è difficile raccoglierlo, il cordyceps sinensis è uno dei funghi medicinali più cari e il suo prezzo varia da 9.000 a 10.000 dollari al chilo se di qualità media, e fino a 50.000 dollari al chilo se di buona qualità. Particolare importante. Per renderlo più fruibile per la ricerca scientifica, dal 1980 il governo cinese ha cominciato a promuovere la coltivazione di oltre 200 specie alcune delle quali sono state esportare negli Usa e in Canada. Viene perciò coltivato con varie metodologie a scopo commerciale: in Cina dentro un liquido sterilizzato contenente i necessari componenti nutrizionali, negli Usa e in Giappone in un substrato solido. Sia il metodo di coltura sia l’analisi chimica dei suoi prodotti sono comunque in continua evoluzione. (Ser)

Fonti: International Journal of Pharmascognosy and Phytochemical Research 2014 (www.ijppr.com) – Biology and Medicine, 3 (2) Special Issue: 70-75, 2011 (www.biolmedonline.com).

Il Yarchagumba come viene illustrato in un film in YouTube. In alto le larve in un fermo immagine dello stesso film (Gurkha Films, Kathmandu, Nepal).

 

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