Tace la fisarmonica del don Bosco delle Ande

Sono in tanti gli amici della montagna che piangono in Italia la morte di padre Ugo de Censi avvenuta domenica 2 dicembre 2018 a Lima all’età di quasi 95 anni. Era il “Don Bosco delle Ande”, un prete di strada che dalla natia Valtellina arrivò alle vette delle Ande per aiutare le popolazioni andine con lo spesso spirito caritatevole e lo stesso entusiasmo di don Bosco. Molti alpinisti italiani hanno contribuito a dare vita all’Escuela de Alta Montaña “Don Bosco en los Andes” di Marcarà, ai piedi della Cordillera Blanca, creata e gestita dall’Operazione Mato Grosso di cui padre Ugo è stato fondatore nel 1967. Grazie ai volontari italiani nuovi rifugi sono sorti ad alta quota, affidati ai figli dei campesinos, mentre molte delle guide alpine italiane si sono assunte il compito di iniziare i ragazzi peruviani all’alpinismo facendone a loro volta delle guide provette. “Fu come gettare un fiammifero sulla benzina: una fiammata. Così è nato l’Omg”, ricordava il carismatico sacerdote. Col tempo l’Omg ha dato origine a un fiume di solidarietà che ha portato in missione (in vari paesi dell’America Latina) centinaia di persone e di famiglie disposte a dedicare mesi, ma spesso lunghi anni di servizio, ai diseredati. Ordinato sacerdote nel 1952, per lunghi anni padre Ugo operò ad Arese, alle porte di Milano con i “ragazzi difficili” del riformatorio. Scelse poi di stabilirsi a Chacas, un paese appollaiato ai piedi dei giganti andini. Su quelle vette portò la sua inseparabile fisarmonica, la passione per le montagne (che ritraeva in quadri a olio nei pochi momenti di relax), allegria e ottimismo in quantità.

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