Nuovi orizzonti per la Svizzera del Pakistan

In Pakistan, organizzato da Mountain Wilderness International (Asian Desk), un corso di alpinismo eco compatibile è destinato a giovani abitanti della regione montuosa dello Swat. L’iniziativa (che viene presentata sabato 15 dicembre 2018 a Roma presso l’Istituto Nazionale sul Mediterraneo e l’Oriente) rappresenta la prima fase di un percorso chiamato “The Swat Project” il cui scopo finale dovrebbe includere la possibilità di istituire un Parco Nazionale in difesa e valorizzazione di quelle bellissime vallate. Una notevole risorsa, quest’ultima, che tuttavia rappresenta non pochi inconvenienti. La relativa vicinanza dello Swat con le grandi città della pianura pakistana, come Peshawar, Rawalpindi, Islamabad, Lahore, unita ai recenti progetti di nuove e veloci strade di penetrazione, se da un lato aprirà presto la zona a una maggiore frequentazione turistica con evidenti vantaggi sul versante dell’economia locale, dall’altro può nascondere il pericolo di una antropizzazione disordinata e aggressiva che finirebbe per degradare irreversibilmente quegli straordinari ambienti alpestri, da molti definiti come “La Svizzera del sub-continente indiano”.

I prossimi passaggi prevedono per il 2019, a quanto comunica Mountain Wilderness Italia, l’esplorazione e la dettagliata descrizione dei possibili itinerari adatti ad escursioni e trekking anche difficili da proporre a una platea internazionale. Questo compito verrà assunto, a partire dalla prossima primavera e sotto la supervisione di MW, dagli stessi allievi del corso appena concluso. Con il loro contributo determinante sarà la redazione di una guida cartacea prevista in versione inglese e italiana.

L’iniziativa di MW ha un precedente, oltre mezzo secolo fa, nell’attività del professor Giuseppe Tucci, allora ispiratore e guida degli scavi archeologici italiani in Swat. Tucci spinse i giovani alpinisti della Sottosezione Universitaria del Club Alpino di Roma a compiere una prima esplorazione delle potenzialità alpinistico/escursionistiche della regione. Quella prima esplorazione, anche se ostacolata dal cattivo tempo, si concluse con successo. Varie vette vergini furono identificate e scalate. Tuttavia, per una serie di ragioni, il disegno di Tucci venne abbandonato. A partire dal 2017 Mountain Wilderness, su sollecitazione degli archeologi dell’ ISMEO (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’ Oriente), ha perciò accettato di ridare vita all’antico progetto, ampliandone le prospettive anche in direzione di una più articolata ed efficace tutela del patrimonio naturale.

Così è nato “The Swat Project”, una sfida assunta con pari responsabilità, competenza ed entusiasmo dall’ISMEO e da Mountain Wilderness, avvalendosi dell’appoggio e del coinvolgimento anche economico del Ministero dei Beni Culturali, di Mountain Partnership – FAO, del MIUR, del Club Alpino Accademico Italiano, della sezione romana del CAI e di alcuni generosi donatori privati. Il corso, della durata di due settimane, ha coinvolto ventun allievi, selezionati dopo specifici colloqui gestiti con la collaborazione della sezione pakistana di Mountain Wilderness. In apertura gli allievi hanno partecipato a due giorni di lezioni teoriche che andavano dalle responsabilità protezionistiche al pronto soccorso, dalla medicina d’alta quota alla storia geologica e morfologica delle montagne, dalla gestione dei clienti dei trekking alla corretta descrizione degli itinerari, ecc. Quindi sono stati montati due campi base: il primo, ai piedi degli scenografici Batin Peaks, per le esercitazioni su roccia; il secondo a quota 4000, alla base del grande ghiacciaio che sale verso la cresta finale del monte Falak Sar (6000 metri), per le esercitazioni su ghiaccio e neve

Gli esami teorici finali si sono svolti nella città di Mingora. Risultato: tre allievi sono stati considerati “eccellenti”; otto “buoni”; sei “sufficienti”; quattro “ aiutanti”. Va aggiunto che nessuno degli allievi possedeva le attrezzature minime necessarie e la maggior parte di loro era assolutamente digiuna di conoscenze alpinistiche. La cerimonia di consegna dei diplomi si è svolta nella città di Saidu Sharif, alla presenza dell’ambasciatore italiano in Pakistan Stefano Pontecorvo, del direttore del dipartimento turismo del governo del Khyber- Pakhtunkhwa, Sayd Mohmmad Ali, del sindaco dello Swat, Mohammad Ali Shah, del presidente di Adventure Foundation brig. Mohammad Akram Khan.

La squadra degli istruttori era composta da Carlo Alberto Pinelli, direttore del corso e presidente onorario di Mountain Wilderness International; Emiliano Olivero, direttore della scuola centrale di alpinismo del Club Alpino Italiano; Omar Scarpellini, istruttore nazionale di Alpinismo del CAI; Tommaso Castorina, istruttore di alpinismo del CAI Firenze. Hanno collaborato alla didattica quattro alpinisti pakistani. Tra questi Mohammad Afzel Sherazi, presidente di Mountain Wilderness Pakistan e vice direttore del corso, e Mohammad Javeed Sherazi, medico d’alta quota.

Con il contributo degli allievi sarà curata la redazione di una guida cartacea in versione inglese e italiana.

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