“Vertigine bianca” ieri e oggi

Cortina d’Ampezzo annuncia in questi giorni la nuova pista di sci “Vertigine bianca” destinata alle gare maschili di discesa, slalom gigante e supergigante. Lunga oltre 2,5 chilometri, con una pendenza media del 31,5 % e massima del 62%, presenta il Ghedina Jump, un salto di sessanta metri: omaggio evidentemente al grande Kristian Ghedina famoso per i salti a cento all’ora con “spaccata”. Con la pista saranno pronti, per le prossime gare di Coppa del mondo di sci femminile anche la nuova area di arrivo a Rumerlo, gli ampliamenti sulla classica Olympia, il tunnel che servirà a rendere compatibili le piste da gara con quelle che saranno create sotto la Vertigine e con la nuova strada a Rumerlo davanti al Caminetto.

Toni Sailer nel ’56 sulla Stratofana.

Per Cortina “Vertigine bianca” è una specie di brand di cui gli operatori turistici sembrano…sono parecchio gelosi. S’intitolò così nel 1956 il film ufficiale dei Giochi olimpici invernali. Le immagini vennero realizzate in eastmancolor da un maestro della fotografia, Enzo Serafin (Venezia, 1912 – 1995), che un anno prima vinse il Nastro d’Argento per opere cinematografiche quali “Cronaca di un amore” (1950) diretto da Michelangelo Antonioni e “Viaggio in Italia” (1954) di Roberto Rossellini. Di recente, nel 2016, venne a sua volta battezzata a Cortina d’Ampezzo “Vertigine bianca” una pista che parte poco sotto il rifugio Duca d’Aosta e scende lungo le pendici delle Tofane, collegando il tratto superiore del Canalone con il tratto terminale della Labirinti. E se è stata chiamata “Vertigine”, un motivo c’è: 334 sono i metri di dislivello (da 2182 a 1848 metri) della pista in appena 871 di lunghezza con una pendenza massima del 60%. Il risultato è quello che oggi si definisce una pista alla francese: poche ore per trifolarla, gobbe morbide per qualche giorno, poi gobbe dure fino alla prossima nevicata. Ora spunta all’orizzonte pistaiolo la nuovissima pista chiamata, tanto per cambiare, “Vertigine bianca”. Non sarà, con tutto il rispetto, che a Cortina d’Ampezzo la fantasia un po’ latita? (Ser)

La pista di bob del ‘56, oggi da rifare da cima a fondo (ph. Serafin/MountCity). In apertura il grande Kristian Ghedina ai tempi dei suoi trionfi.

Commenta la notizia.