Quel ponte, un invito di Milano alla convivenza

Il ponte pedonale sulla Darsena che a Milano collega viale D’Annunzio a viale Gorizia sarà dedicato ad Alexander Langer (1946-1995) leader ambientalista, cofondatore dei Verdi e del partito dei Verdi europei. E’ questo il senso di una mozione approvata dal consiglio comunale il 13 dicembre e presentata da due consiglieri del Partito Democratico, Carlo Monguzzi e Alessandro Giungi. Recentemente trasformato in un interetnico luna park, con la pista per il pattinaggio su ghiaccio, i battelli e le gondole che la attraversano pigramente, con i pescatori intenti a gettare le lenze in queste acque alimentate dal Naviglio Grande, la Darsena vorrebbe ora rappresentare anche un invito a meditare sull’importanza di costruire “ponti”, unire popoli, sviluppare il confronto: tutto ciò che era nel programma politico si questo “portatore di speranza”.

Un’antologia degli scritti di Alex Langer è “Il viaggiatore leggero” (Sellerio). Altri materiali e una ricca documentazione si possono trovare sul sito alexanderlanger.org. Nella foto in apertura il ponte sulla darsena che Milano ha deciso di dedicargli (ph. Serafin/MountCity)

Nato nel 1946 a Vipiteno, nel Südtirol di lingua tedesca, Langer pose fine alla sua vita nell’estate del ’95, a 49 anni. “Die Brücke” (il ponte) era il titolo di una rivista da lui fondata e anche un simbolo del suo impegno nel voler collegare sponde distanti. “Nelle nostre società”, scrisse Langer nel 1994 nel “Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica”, uno dei suoi testi più profondi che andrebbe inserito nelle antologie scolastiche, “deve essere possibile una realtà aperta a più comunità, non esclusiva, nella quale si riconosceranno soprattutto i figli di immigrati, i figli di famiglie miste, le persone di formazione più pluralista e cosmopolita”. E più avanti (con la speranza forse vana che i nuovi regimi del cambiamento possano dargli ragione): “La convivenza plurietnica, pluriculturale, plurireligiosa, plurilingue, plurinazionale appartiene e sempre più apparterrà, alla normalità, non all’eccezione”.

Langer fu molto abile nel tessere nuovi rapporti con l’arcipelago delle iniziative civiche e di associazioni come “SOS-Transit”, “Pro vita alpina”, “Arge-Alp”, “Alpe Adria”, “Alleanza per il clima”, “S.O.S Dolomites”, “Greenpeace”, “WWF”, “Legambiente”, “Italia Nostra”. Negli anni ’90 Mountain Wilderness, sostenuta dalla sua intelligenza visionaria, rilanciò la proposta del parco PEACE (parco dell’Europa Centrale) comprendente l’Adamello, la Presanella, le Orobie e l’Engadina. Senza risultati finora, ma perché non insistere? (Ser)

Commenta la notizia.