Arriva la befana. Un po’ di silenzio in regalo

Finalmente un po’ di quiete, si spera. A portarsi via i trambusti delle festività provvede il 6 gennaio 2019 la befana che questa volta a Sondrio si presenta in veste di climber scendendo con l’immancabile scopa tra le gambe dal campanile in piazza Campello. Iniziativa benemerita questa della Scuola di Alpinismo e Sci Alpinismo “L. Bombardieri” della Sezione Valtellinese del Cai (vedere la locandina qui riprodotta). E’ prevista la distribuzione di caramelle a tutti i bambini come viene gentilmente segnalato da Marusca Piatta, colonna portante della storica sezione. Niente botti questa volta giacché ne sono risuonati anche troppi nelle vallate nonostante le raccomandazioni e le ordinanze dei sindaci.

Botti a volontà In città e non solo. Qui Enea Baj Macario brinda a Capodanno su una terrazza della via Raffaello Sanzio a Milano.

Anche in città i fuochi hanno illuminato la notte di Capodanno, “mai così belli a Milano” come ci segnala Enea Baj Macario che racconta di averli ammirati da una terrazza di via Raffaello Sanzio dove le “sante barbare” si sono dimostrate particolarmente fornite. “Si capisce che non si dovrebbe fare, si spaventano gli animali, si feriscono gli umani, qualcuno perde una mano, qualcuno un occhio”, ammette sulla Repubblica del 2 gennaio Michele Serra. “Si capisce che è puerile”, aggiunge, “che è tribale, che c’è un movente arcaico, in tutto quel pandemonio, uno scongiuro decrepito, un impulso che parte dal settore primitivo del cervello, non c’è nessun bisogno di un fracasso del genere per aprire la porta che separa l’anno nuovo da quello vecchio”.

Il presepio nelle acque del Naviglio Grande. (ph. Serafin/MountCity)

Ad avviso del noto opinionista evitare o dimenticare quei fuochi sarebbe tuttavia impossibile, “sono troppo belli e troppo palpitanti”. E perché mai? Non c’è già abbastanza baccano in giro durante l’anno? A questo proposito, a chi ritiene che le festività dovrebbero rappresentare un invito al silenzio e al raccoglimento, le montagne dell’Ossola hanno rivolto un limpido, esemplare messaggio. Cinquanta presepi a ridosso di ruscelli o in prossimità di antichi lavatoi hanno infatti richiamato in Valle Antigorio più di ventimila visitatori, a quanto si apprende da un comunicato ufficiale. Un’idea tanto semplice, quanto affascinante, portata avanti grazie alla maestria e alla passione dei curatori, tutti volontari del posto. Ma anche giù in pianura l’alzaia Naviglio Grande tanto amata dai ciclisti milanesi ha riservato un’acquatica sorpresa natalizia: un presepio allestito su una zattera dagli “Amici della Priàa”. Che hanno provveduto ad ancorare saldamente il sacro natante dopo che la corrente, l’anno scorso, se l’era portato via. Buon anno a tutti! (Ser)

Commenta la notizia.