In Patagonia con gli eredi di Comici

Quando nell’ottobre 1929 nella Società Alpina delle Giulie nacque il Gruppo Alpinisti Rocciatori Sciatori (Gars), Emilio Comici (1901-1940) ne fu il capo carismatico. Era ormai riconosciuto come un alpinista dei più famosi, una vera rock star. Aveva già compiuto le prime importanti salite nel superbo anfiteatro di rocce del Jof Fuart (gola nord dell’Innominata, parete nord e spigolo nord-est della Cima di Riofreddo), la prima salita italiana di 6° grado nelle Dolomiti (Cima di Mezzo delle Tre Sorelle), i canaloni di ghiaccio della Forca Berdo al Montasio e del Sorapiss. Dopo gli “allenamenti collettivi”, da Comici informalmente organizzati, nel 1930 il grande alpinista triestino divenne il propulsore – nell’ambito del Gars – di una vera e propria scuola di arrampicata che diventerà tre anni dopo la prima Scuola nazionale di roccia del CAI (poi Scuola nazionale di alpinismo) e della quale Comici viene considerato il fondatore morale.

Novant’anni sono trascorsi da questi eventi di cui Comici fu insuperabile regista, e in questa circostanza la Società Alpina delle Giulie, Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano, ha voluto organizzare una spedizione in Patagonia. Inizialmente i soci  in partenza dovevano essere sette ma durante la fase organizzativa ci sono state parecchie defezioni. Alla fine i “superstiti” sono rimasti Silvio Silich e Stefano Figliolia. Silich, guardia forestale, è il direttore della Scuola Nazionale di Alpinismo Emilio Comici e vanta spedizioni nel gruppo dell’Annapurna, nell’Hoggar algerino e un curriculum di oltre 40 anni di alpinismo sulle più grandi vie classiche e non dell’arco alpino. Figliolia, istruttore della stessa scuola diretta da Silich, economista e investitore finanziario, oltre a precedenti spedizioni internazionali di kayak estremo sui principali fiumi del mondo, dal punto di vista arrampicatorio ha nel suo bagaglio una precedente spedizione in Patagonia e altre in Canada, Marocco, Thailandia. Vanta inoltre alcune aperture e prime ripetizioni di cascate di ghiaccio e vie di misto impegnative oltre a una ventina d’anni di salite in montagna. Degni eredi di Comici entrambi, dunque.

Pur presentando alcuni problemi logistici dovuti al fatto di dover trasportare, senza portatori, ai campi base previsti il materiale necessario per una permanenza di più giorni, dal punto di vista prettamente alpinistico la spedizione punta a ripetere alcune vie principalmente di misto (neve, roccia e ghiaccio) sulle montagne dei gruppi Fitz Roy e Cerro Torre. Come accade sovente in questi casi, le probabilità di successo in quelle zone dipendono molto dalle condizioni meteo, dal momento che più giorni di bufera con nevicate e venti a 150 Km/h in quelle zone possono essere la norma. Ma i Gars, si sa, non sono alpinisti che si arrendono facilmente.(Ser)

www.caisag.ts.it

Silvio Silich e Stefano Figliolia alla partenza da Trieste. In apertura Emilio Comici (1901-1940), fondatore novant’anni fa del gruppo dei Gars di cui i due alpinisti fanno parte.

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