Scialpinismo, purché da pista

Molte località alpine si sono attrezzate per lo speedfit, specialità considerata molto trendy, consentendo le ascensioni notturne con le pelli lungo i tracciati battuti. Lo annuncia trionfalmente il 5 gennaio 2019 Sportweek dalle cui pagine è tratta la foto qui in apertura. Il sito di Dynafit dà in concomitanza notizia di una serie di night events (tutte le info su dynafit.com/it-it/speedfit) e spiega, qualora se ne sentisse il bisogno, perché vale la pena di praticare scialpinismo su pista. “Lo scialpinismo su pista”, viene spiegato, “è molto in voga non solo per motivi di sicurezza, ma anche perché è un ottimo metodo per tenersi in forma, quando la palestra nel fine settimana o dopo il lavoro appare più come un obbligo sgradito che come un divertimento. Questo allenamento alternativo attira sempre più persone, che, da sole o in compagnia, si lanciano in un rapido tour sulla pista più vicina. L’aria fresca mette in moto il sistema cardiocircolatorio e la marcia costante, in cui ci si aiuta anche con le braccia, esercita i muscoli e i tendini di tutto il corpo”. Il supplemento illustrato della Gazzetta dello Sport rincara la dose. “Forse non sarà adrenalinico come la sua versione fuoripista”, è la premessa, “ma di certo lo speedfit non è meno impegnativo né meno emozionante. Consiste nel risalire in sicurezza tracce battute e ben segnate, messe a disposizione degli scialpinisti dai gestori degli impianti, anche in notturna”. Dulcis in fundo. Questi “corridoi” autorizzati rappresenterebbero una buona soluzione anche dal punto di vista normativo. “Perché finora”, puntualizza Sportweek, “ la pratica delle risalite di fianco alle piste è sempre stata un po’ al limite del regolamento”. Più che altro le risalite erano severamente vietate e si svolgevano nella più totale clandestinità. Ma ciò avveniva prima che il business si profilasse con i determinanti contributi dei maghi del marketing (Ser).

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