Milano color verde foresta

La giunta di Milano guidata da Beppe Sala ha approvato una proposta per il Piano di governo del territorio (Pgt) che prevede di piantare la bellezza di 3 milioni di alberi in città entro il 2030. Un’enormità, uno sproposito con le attuali ristrettezze dei pubblici bilanci? Se ne parla molto oggi. L’idea di riportare la foresta – o almeno un bosco – nelle città è un ritorno alle origini, il tentativo di recuperare l’equilibrio che sembra essersi perduto tra noi e la natura. Una riprova? La neuroscienziata Francesca Cirulli, primo ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità e presidente dell’Ebbs, la European Brain and Behaviour Society, è intervenuta in novembre al primo Forum Mondiale sulle Foreste Urbane svoltosi a Mantova con una relazione dal titolo emblematico: “EcologicaMente: le foreste urbane per promuovere la salute mentale e ridurre lo stress”.

“La nostra fisiologia”, ha sottolineato la studiosa, “si è evoluta in un ambiente naturale ed è per questo che in quell’ambito la mente trova appagamento”. Ovviamente la “forestazione urbana” annunciata a Milano del Comune è destinata anche a rompere la cappa d’aria irrespirabile che talvolta soffoca i milanesi. La sfida ha l’obiettivo di aumentare di un terzo la copertura verde della grande area metropolitana: una distesa di piante che sarebbe capace da sola di assimilare oltre cinque milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, cioè l’80 per cento di tutta la CO2 prodotta in città. Per realizzarlo i ritmi dovranno però essere serrati: serve piantare ogni anno 300 mila nuovi alberi per i prossimi dodici anni. “È un traguardo ambizioso ma non impossibile”, hanno assicurato il sindaco e il suo assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran. Certo, ci vorranno risorse adeguate per non restare al..verde.

In realtà lo studio, che porta la firma dell’archistar Stefano Boeri, non tralascia alcuna possibilità: approfittare dei progetti di venti nuovi parchi urbani e di allargamento del parco Sud già previsti nel piano di governo del territorio della giunta Sala, sfruttare le aree dismesse pronte a rinascere come lo sono i sette ex scali ferroviari, trasformare in “oasi” duemila cortili scolastici e condominiali. E poi moltiplicare i “tetti verdi” (che oggi coprono un milione di metri quadrati), riconvertire alcune delle aree ora dedicate ai parcheggi, e chiedere anche ai privati di contribuire dedicando al verde una quota dei tanti interventi urbanistici in corso o sulla carta, sull’esempio di quella “Biblioteca degli alberi” appena inaugurata a ridosso del nuovo skyline di Porta Nuova. E vabbè’ cari milanesi, diamoci da fare. (Ser)

Milanesi al lavoro in via Raffaello Sanzio per sistemare una pubblica aiuola. In apertura un’immagine autunnale del bellissimo Bosco in città alla periferia ovest. (ph. Serafin/MountCity)

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