“Scoiattoli” orfani. Bortolìn se ne è andato

“Eroismi dimenticati dallo Stato”, così definì Indro Montanelli le azioni dei ragazzi del Soccorso alpino di Cortina invocando un riconoscimento che sarà poi assegnato nel ’69 sotto forma di medaglia d’oro al valor civile. Fu una delle tappe più luminose nella storia degli Scoiattoli che quest’anno festeggiano l’ottantesimo anniversario. Purtroppo non parteciperà ai festeggiamenti Bortolo Pompanin “Bortolìn” che se n’è andato il 13 gennaio all’età di 96 anni. Era l’ultimo dei dieci ragazzi che, in quell’ormai lontano primo luglio del 1939, fondarono a Cortina d’Ampezzo la “Società rocciatori e sciatori gli Scoiattoli”. Bortolìn – così lo chiamavano tutti – aveva all’epoca appena 16 anni, ed era il più giovane del gruppo dopo Luigi Ghedina “Bibi”, il quale di anni ne aveva 15, deceduto qualche anno fa. Gli altri soci fondatori furono Albino Alverà “Boni”, Silvio Alverà “Boricio”, Romano Apollonio “Nano”, Angelo Bernardi “Alo”, Ettore Costantini “Vecio”, Siro Dandrea “Cajuto”, Giuseppe Ghedina “Tomasc”, Mario Zardini “Zesta. Grazie a questi ragazzi, il maglione rosso con lo scoiattolo bianco ricamato sul braccio sinistro giungerà su ogni vetta dolomitica, spaziando in seguito sulle Alpi centrali e occidentali e sulle montagne del mondo, come ricorda Marina Menardi sul Corriere delle Alpi. Nella foto Bortolìn, secondo da destra, festeggiato dai maglioni rossi di Cortina (Ph Facebook Scoiattoli di Cortina)

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