Devero, le due verità

“San Domenico punta in alto: avremo 110 km di piste da sci” titola La Stampa del 20 gennaio 2019. L’articolo si riferisce al “progetto ambizioso di rilancio turistico” che punta a far diventare il comprensorio San Domenico Ski negli anni una destinazione top. “La nostra non è una stazione nota,” spiega al quotidiano Andrea Malagoni, responsabile del progetto di sviluppo del comprensorio, “ma abbiamo punti forti che vanno valorizzati. Prima di tutto l’ambiente naturale, visto che ci troviamo all’interno del Parco dell’Alpe Veglia e Devero. Poi la posizione strategica: siamo vicini ai grossi centri urbani, a meno di due ore da Milano e poco più da Torino. Inoltre è un’area che finora non è stata sviluppata, e questo è un vantaggio perché ci permette di partire con idee nuove”. La ski area offre attualmente 36 chilometri di tracciati, in futuro si prevede un collegamento di tre vallate ossolane (val Divedro, val Bondolero e valle del Devero) per un totale di 110 km di piste collegate da otto impianti. “Sempre nell’ottica dell’attenzione all’ambiente”, assicura Malagoni, “vogliamo ridurre il numero di tali impianti aumentandone la portata e l’efficienza”.

L’idillio di Crampiolo, all’Alpe Devero. Nella foto di apertura un aspetto di San Domenico in valle Divedro, ribattezzata “Sando” per ragioni di marketing.

Fin qui la versione degli imprenditori che intendono operare in questa meravigliosa area protetta “nell’ottica dell’attenzione all’ambiente” come precisa La Stampa. Un’attenzione che induce invece il Comitato per la Difesa del Devero a dirsi contrario al Piano strategico pubblico sostenuto dalla Provincia VCO e da quattro Comuni per collegare le tre valli citate denunciando gravi interferenze con le normative vigenti. Secondo il Comitato tale piano danneggia il paesaggio e la vita delle montagne, portando un afflusso insostenibile di persone e con dubbia sostenibilità economica e ritorno di benefici per l’economia locale. Stando a questa fonte, si tratta di un modello di sviluppo che appartiene al passato, non sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale, economico e culturale. Sarebbero altre le vie da perseguire “secondo un cammino che fa di Devero quel gioiello rarissimo che non deve essere distrutto”. Contro il citato progetto di rilancio turistico, il Comitato ha raccolto finora 75.000 firme. Ma di questo La Stampa non fa cenno. (Ser)

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