Cervi voraci, è ora di abbatterli?

Se la montagna devastata dalla tempesta Vaia vorrà di nuovo le piante là dove sono state abbattute il 29 ottobre, di cervi nel Bellunese bisognerà abbatterne il doppio. Di questa eventualità si è parlato il 23 gennaio 2019 in un convegno organizzato da Veneto Agricoltura dove esperti di tutta Italia hanno discusso di come mettere in sicurezza i nuovi boschi dall’assalto degli ungulati. Come riferisce Giuliano Dal Mas sul Corriere delle Alpi del 24 gennaio, secondo Giustino Mezzalira, dirigente di Veneto Agricoltura, il controllo di questa popolazione s’impone inevitabilmente. “Sarà impossibile il rinnovo del bosco, là dove sono avvenuti gli schianti, se non si tengono lontani gli animali”, afferma il tecnico forestale, “che anzi saranno ancora più numerosi trovando così ampi spazi liberi”. Per fortuna, la Val Visdende o l’alto Agordino non hanno la pressione di ungulati di cui soffre il Cansiglio il cui sottobosco è devastato dai cervi. Ma le quote si stanno comunque alzando. Solo l’abete rosso riesce a fronteggiare l’ingordigia di questi ruminanti. Il cervo, si sa, ha avuto per molto tempo una grande importanza economica per gli esseri umani grazie al gusto della sua carne, che è considerata squisita da cuochi e buongustai: se si moltiplicheranno gli abbattimenti prepariamoci a lauti banchetti di cervo…

Sui danni forestali e gli interventi post emergenza si discute venerdì 8 febbraio anche in un convegno organizzato a Belluno dal Dipartimento TESAF dell’Università di Padova, dalla Fondazione G. Angelini e dalla Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF). In questa circostanza viene presentato il Rapporto sugli effetti della tempesta Vaia coordinato dalla Direzione Generale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, in collaborazione con le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto e con le due Province autonome e realizzato per la parte scientifica dalla SISEF, la Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale. Risultano 41.000 gli ettari di bosco colpiti dalla tremenda tempesta; 8,6 milioni di metri cubi è la misura degli alberi abbattuti.

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