Marcialonga dei miracoli

Prodigioso nel suo incedere lieve, sfiorando in salita la neve a ogni spinta simultanea sui bastoncini, magistrale in quel passo in apparenza elementare che i nordici definiscono “stawug”, lo svedese Petter Eliassen (Team BN Bank) ha vinto in 2.45’54″9 la 46° Marcialonga staccando a uno a uno tutti gli avversari sull’ultima salita. Fresco come una rosa, è sfrecciato sul traguardo di Cavalese dopo 70 tiratissimi chilometri. Ma il suo non è stato domenica 27 gennaio 2019 il solo miracolo di questa maratona trentina dove gli atleti italiani, a distanza di tanti anni dai trionfi di Franco Nones, si accontentano di fare da comparse cedendo al predominio degli scandinavi, maschi o femmine che siano. Come rivela nella stessa giornata del 27 gennaio il quotidiano Il Sole 24 Ore, risulta di 1,2 milioni di euro il giro d’affari annuo di questa corsa che si è trasformata negli anni in una competizione sportiva dagli alti contenuti tecnici e in un’attività imprenditoriale di successo con quasi 250mila partecipanti dal 1971 ad oggi. “Il fenomeno Marcialonga, gioiello sportivo del Trentino” è il titolo della pagina dedicata dal quotidiano a questa manifestazione che all’inizio era considerata poco più di una carnevalata, quando a dare spettacolo erano soprattutto i “bisonti” che si trascinavano fino al traguardo di Cavalese a prezzo d’immani sacrifici, incitati ma anche amabilmente beffeggiati talvolta dal pubblico.

Gli sciatori scandinavi trionfanti al traguardo di Cavalese. In apertura un aspetto della partenza della Marcialonga (da Il Sole 24 Ore).

NEVE, PURCHE’ ARTIFICIALE. Poteva capitare in quegli anni ormai remoti che non nevicasse e allora addio Marcialonga. Oggi questa gran fondo è resa possibile grazie alla produzione di 150mila metri cubi di neve. Il comitato organizzatore è proprietario di 25 cannoni di nuova generazione, più quelli che noleggia dai comuni e dagli impiantisti. Tra Moena e Cavalese si battono professionisti e amatori: il più piccolo è nato nel 2001, il più anziano è del 1932. La quota media di iscrizione è di 75 euro. Era il 1971 quando Mario Cristofolini, Giulio Giovannini, Roberto Moggio e Nele Zorzi, dopo aver partecipato alla più famosa prova di sci di fondo al mondo, la svedese Vasaloppet, decisero di riproporre lo stesso format nelle valli di Fiemme e Fassa. Una scommessa vinta.

COM’E’ CAMBIATA LA TECNICA. È soprattutto per attirare partecipanti dalla Scandinavia che la Marcialonga si disputa adesso a tecnica classica (con gli sci che scorrono nei binari), mentre in passato dopo le prime edizioni si passò alla nascente tecnica libera (passo pattinato), più nelle corde degli italiani anche se osteggiata da diversi “puristi” tra i quali lo stesso Nones, campione olimpionico. Lo skating con cui chi scrive si è deliziato a lungo nella corsa tra Moena e Cavalese imponeva una diversa e più impegnativa battitura del serpentone che si snoda tra i prati. Ma soprattutto tradiva uno stile ormai consolidato in base al quale i fondisti sfoggiavano passo alternato, passo e spinta, passo finlandese, passo triplo: un piacevole balletto reso possibile anche da particolari scioline. Ma oggi senza la forza delle braccia che spingono a più non posso anche in salita è impossibile risultare competitivi.

SENATORI A VITA. In vista della 46.a edizione, il consiglio direttivo della Marcialonga ha deciso di nominare “senatori a vita” i dieci concorrenti che hanno partecipato a tutte (o quasi) le edizioni. Giovanni Mariani, Luigi Delvai, Aulo Avanzinelli, Luciano Bertocchi, Fabio Lunelli, Marco Aurelio Nones, Odillo Piotti, Ivo Andrich, Costantino Costantin e Armando Zambaldo rimarranno così senatori indipendentemente dalla loro prossima partecipazione alla Marcialonga mentre prima la condizione indispensabile era di arrivare puntualmente al traguardo. Ma c’è da credere che questi indomiti degli sci stretti, nonostante l’età, continueranno a lungo imperterriti a prepararsi per affrontare i fatidici 70 chilometri da Moena a Cavalese. (Ser)

Indomiti degli sci stretti, ecco i dieci “senatori” che hanno partecipato a tutte le edizioni.

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