La Stampa e la montagna “pericolosa”

Giorgio Macchiavello

A Torino è nato il Cai e le Alpi nelle belle giornate sembra di poterle toccare. Oltre a questi aspetti della vocazione montanara di Torino, va osservato che La Stampa diretta da Maurizio Molinari è in prima fila tra i grandi quotidiani d’informazione per l’attenzione che rivolge alla montagna con cronache e commenti affidati a penne ultracollaudate. Una nuova benemerita iniziativa del giornale va ora segnalata. Fino a venerdì 1° febbraio 2019 a dialogare con i lettori sul tema sempre attuale della montagna “pericolosa” (proprio così, tra virgolette) è annunciato Giorgio Macchiavello, giornalista della redazione di Aosta, grande appassionato di montagna e di sport, in particolare di sci-alpinismo e di ultramaratone sui sentieri: un tipo tosto che partecipa a gare come l’Ultra Trail du Mont Blanc (168 km) e il Tor des Géants (330) raccontandole in diretta su La Stampa. Uno dei temi “caldi” (si fa per dire) dei colloqui con i lettori è lo sci alpinismo. Quest’inverno, chiede un lettore, considerando anche che in più zone delle Alpi finora la neve si è fatta desiderare, ci saranno meno interventi del Soccorso alpino per recuperare persone finite sotto valanghe? Altra domanda: al di là dei soliti discorsi su prudenza e prevenzione, che cosa si può fare per evitare che alcuni sconsiderati vadano fuori pista, magari attrezzati di tutto punto, a “cercarsela”? “Sarebbero utili corsi e campagne di informazione mirate”, è la risposta di Macchiavello che forse una buona parolina sull’opera svolta dal Cai e dalle sue benemerite scuole avrebbe potuto mettercela, ma se non l’ha fatto avrà le sue buone ragioni. La sua opinione, ampiamente condivisibile, è che le regole base non cambiano, ma c’è pur sempre chi non le conosce a fondo o ne dimentica qualcuna. Per questo motivo Macchiavello ha utilmente ritenuto di doverle riproporre queste regole sul suo giornale. Repetita come noto juvant. Anzi, juventus, come si addice a Torino. (Ser)

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