Traditi da Internet, salvati dal Soccorso alpino

In due settimane 18 persone in difficoltà sono state salvate in più riprese e sempre nottetempo dal Soccorso alpino sulle cascate di ghiaccio nella zona di Cogne. La zona è considerata il paradiso degli ice climber e per risalire una colata glaciale occorre buona esperienza. Qualcosa non funziona più come prima? Un bilancio piuttosto inquietante della situazione è stato fatto sul quotidiano La Stampa del 30 gennaio 2019 dal giornalista Alberto Macchiavello nella sua quotidiana corrispondenza con i lettori. Riassumendo, nella notte tra il 10 e l’11 gennaio sono rimasti bloccati e soccorsi sette ghiacciatori; tra il 18 e il 19 i soccorsi e salvati sono stati due; tra il 20 e il 21 nuovo intervento per cinque persone; tra il 21 e il 22 recupero di altri due scalatori; tra il 22 e il 23 ancora un duplice salvataggio. Nessun ferito per fortuna, ma il costo per questa mobilitazione del Soccorso alpimo è stato ingente e il rischio è stato alto per tutti. E’ stato perfino necessario fare intervenire un elicottero dalla Svizzera abilitato per il volo notturno.

C’è la possibilità che la situazione possa ripetersi? In realtà, a quanto si legge sulla Stampa, i problemi si sono palesati durante la discesa: un aspetto come si sa delicato di queste esperienze arrampicatorie in punta di piccozza già di per se impegnative per non dire estreme. Completata la scalata, il terreno da affrontare scendendo è di norma impervio. Se si incontra altro ghiaccio o neve ghiacciata occorre decidere se calzare o no i ramponi. Prima di aggrapparsi a baranci o altri arbusti occorre valutare a occhio… il loro stato di salute. Dall’alto possono ancora cadere lastroni di ghiaccio, come è già più volte successo con esiti catastrofici. Particolare importante. I soccorritori a Cogne hanno accertato che gli ice climber avevano scelto gli itinerari su Internet dove le vie di discesa erano indicate in condizioni invernali normali, quindi innevate con i segni di chi già era passato di lì. E’ stata la mancanza di neve a bloccare e a fare smarrire gli scalatori in carenza di notizie più recenti. Che si sarebbero tranquillamente potute chiedere alle guide alpine. La ricerca della sicurezza, spiegò un alto esponente del Cai, è la psicopatologia della società moderna. E non ricercarla questa spregevole sicurezza che cos’altro è? (Ser)

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