Gli ottant’anni di “Pan e pera”

“Alpinista che torna… buono per un’altra volta!”. Era questo uno dei motti del gruppo di scalatori torinesi, ironici e dissacratori, tra i quali emerge la figura di Ugo Manera conosciuto come “Pan e pera” (pane e roccia), la cui carriera sembra non avere eguali tra i nomi di spicco di quella minoranza arrampicante, uomini che hanno svolto attività esplorativa sulle Alpi Occidentali e sulle montagne del mondo. Manera, che qui sopra vediamo in una foto di Roberto Serafin durante un intervento a una riunione del Club alpino accademico italiano, ha compiuto ottant’anni il 1° febbraio 2019 dopo avere festeggiato cinquant’anni di scalate. Ha iniziato la sua attività negli anni ’60, diventando presto uno dei più forti e vivendo in pieno la travagliata evoluzione che, partendo dall’alpinismo di stampo classico, doveva approdare all’arrampicata moderna. Recentemente ha raccontato la sua vita nel libro “Pan e pera” della Collana dei Licheni di Vivalda. Per gli 80 anni di Ugo, l’accademico Andrea Giorda ha pensato di dedicargli uno scritto. Lo ha fatto di getto, dice. “Lui già prima era un alpinista famoso ma il mio racconto inizia da come io l’ho conosciuto. Un punto di vista non convenzionale. Ho scritto in pochi minuti sulla base dei sentimenti e dei ricordi, anche con riconoscenza per quello che Ugo è stato ed è. Non sempre ho condiviso tutti i suoi punti di vista ma di sicuro è uno con cui è sempre stato bello, interessante e spesso divertente confrontarsi”. Il racconto di Giorda è su Planetmountain.

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