Gelo, fame, prigionia. In mostra il fronte russo

La vita dei soldati italiani nella tragica campagna di Russia, i combattimenti, il gelo, la fame, la prigionia, la morte. Sono i temi trattati dalla mostra “La campagna di Russia. Memorie” rimasta aperta fino al 3 febbraio nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte in piazza Castello a Torino. Promossa dalla sezione torinese dell’Unirr, Unione Nazionale Italiana Reduci Russia, e dalla Regione Piemonte, la mostra ha presentato una serie di profili di soldati che, strappati alla vita di tutti i giorni, sono stati catapultati a migliaia di chilometri di distanza, lontani dai loro affetti più cari e che spesso non hanno più fatto ritorno.

I caduti italiani nella campagna di Russia assommano secondo alcune stime a circa 90 mila. I morti sul fronte russo di tutti i Paesi impegnati nel conflitto furono circa 30 milioni di cui una buona metà di civili russi. Tra i pannelli della mostra anche l’elenco dei caduti dell’area provinciale di Torino con 950 nomi di 198 comuni. La sezione Unirr del capoluogo piemontese nacque nel 1981 per opera del canonico monsignor Carlo Chiavazza, cappellano della divisione alpina Tridentina, che raccolse nella Real Chiesa di San Lorenzo (dov’è stata posta una lapide che recita “Non vendicateci, ricordateci, fateci vivere ancora”) un primo nucleo di Reduci provenienti dall’intero Piemonte. La sezione crebbe e raggiunse ben 295 reduci, impegnati a mantenere viva la memoria della tragedia vissuta in prima persona. Oggi sono rimasti soltanto due reduci: Aldo Garbagne e Giovanni Alutto. Quest’ultimo, all’età di 102 anni, va ancora nelle scuole a raccontare la sua triste vicenda per ammonire i giovani sulla follia che la guerra rappresenta.

Alla realizzazione della mostra, con il patrocinio di Assoarma e della Città di Torino, hanno collaborato la sezione Unirr del Monferrato ed il parco storico “North Appennines Po Valley Park” che opera in contatto con associazioni di altri Paesi ed in accordo con le autorità dei territori ex sovietici nella ricerca e nel recupero di corpi di soldati italiani.

 

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