Viagra dell’Himalaya ed effetto Chernobyl

Il Yarchagumba in fase di essicazione.

Meglio sospettare dei funghi Yarchagumba, usati in Cina per curare molti tipi di mali, compresi affezioni cardiache e renali, oltre a essere noti come il “viagra dell’Himalaya”? La dottoressa Oriana Pecchio, medico di montagna che da tempo studia gli aspetti delle popolazioni himalayane sotto il profilo dietetico e igienico, raccomanda attenzione nell’eventuale impiego di queste specialità perché i preparati possono contenere elevate quantità di arsenico. E’ possibile inoltre a suo dire che questi funghi assorbano dal terreno anche sostanze radioattive. Va ricordato che dopo Cernobyl sono stati proprio i funghi dei paesi dell’Est a risultare pieni di radioattività. In effetti, il dopo Cernobyl ogni tanto rispunta in modi inaspettati. Per esempio, il legname di recupero da vecchie case di montagna smantellate risulta molto radioattivo, essendo stato esposto a quella famigerata nuvola di gas. Se ne sono accorti eccome quelli che hanno ristrutturato baite con legname di recupero antico! A parte questa divagazione, la dottoressa Pecchio osserva che gli integratori alimentari, anche venduti in farmacie e parafarmacie, non sono controllati come i farmaci: la legge non li regola. E’ noto che il Yarchagumba (Cordyceps sinensis) è pagato a peso d’oro dai cinesi e in alcune valli del Nepal e del Tibet costituisce la prima fonte di guadagno. Da secoli viene usato nella medicina tradizionale cinese (TCM). Ma questo non basta a farne un toccasana a tutto campo e a sciogliere alcuni fondati dubbi sui suoi eventuali effetti collaterali. (Ser)

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