“Boudza-tè”, un premio a chi usa la bici

Il buon esempio lo hanno offerto per primi alcuni paesi europei dove lo stato da un paio d’anni ripaga con un incentivo i cittadini che scelgono di compiere in bicicletta il tragitto casa-lavoro. Grazie al “Bike to work” in Belgio raggiungere in bici il posto di lavoro garantisce un rimborso di 0,23€ al km. In Francia il rimborso chilometrico per chi va a lavorare in bici è simile a quello belga ma con un massimo di 200€ annuo per persona. Anche in Lussemburgo una riforma fiscale include incentivi per la bici tra casa-lavoro. Nel Bel Paese la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) nel 2017 lanciò “Love to Ride Italia”, una sfida nazionale a chi pedala più km in città. Ora si apprende dal Corriere della Sera del 5 dicembre 2019 che è finalmente realtà il Muvt, acronimo di Mobilità urbana vivibile e tecnologica, programma nazionale finanziato dal ministero dell’Ambiente. A Bari il “reddito da pedalata” prevede in base a questo programma e per un certo numero di ciclisti un rimborso di non oltre 1 euro al giorno e non più di 100 euro in 4 mesi. In caso di pedalata assistita (bici elettriche) il rimborso però si dimezza: da 20 a 10 centesimi a chilometro per i tragitti casa-lavoro – quelli più incentivati – e da 4 a 2 centesimi per gli altri percorsi cittadini. Ovviamente i baresi che puntano al “reddito da pedalata” devono consentire il monitoraggio degli spostamenti tramite una app da scaricare sullo smartphone e un dispositivo bluetooth da montare sulla ruota della bicicletta.

La locandina del “boudza-tè” riservato ai pedalatori valdostani.

Niente di nuovo sotto il sole comunque. A quanto informò nel 2018 il sito green.it Massarosa, in provincia di Lucca, è stato il primo comune in Italia ad assicurare un contributo chilometrico a chi sceglie di recarsi al lavoro utilizzando la bicicletta. Attraverso un bando sono stati selezionati cinquanta lavoratori che beneficiano di 25€cent/km a questo scopo, per un massimo di 50€ al mese. Esistono poi altri modi di incoraggiare la mobilità sostenibile. In Trentino, per esempio, il ciclo-concorso Trentino Pedala è giunto alla quarta edizione. È rivolto a comuni, aziende, associazioni, scuole e singoli cittadini. Ogni persona che percorre almeno 100 km in un determinato periodo partecipa a un’estrazione di premi. A questo si aggiunge la sezione “In bici al lavoro”, con sorteggio di premi riservato ai lavoratori.

E adesso, buon ultimo, parte a Charvensod (comune di 2400 abitanti a 800 metri vicino ad Aosta) un progetto di incentivazione per i cittadini maggiorenni che vanno a scuola o al lavoro usando la bici. La versione valdostana del reddito da pedalata si chiama “Boudza-tè” (in patois “muoviti”) ed è un unicum “perché abbiamo deciso di non dare denaro a chi aderisce, ma di convertirlo in buoni da spendere nelle realtà produttive e commerciali del nostro paese” ha spiegato al quotidiano La Stampa Daniele Vallet, promotore dell’iniziativa, che gestisce il progetto da aprile a ottobre raccogliendo già da ora le adesioni. “Mi sono ispirato e informato da Comuni come quello di Legnano, ma il nostro percorso è decisamente più ‘eroico’: qui se si abita nelle frazioni più alte, la faccenda è seria e richiede allenamento. Per questo abbiamo deciso di riconoscere un importo più elevato a chi parte dall’alto e anche a chi usa la bicicletta tradizionale invece di quella a pedalata assistita”. (Ser)

Qui il modulo di adesione e il regolamento del “boudza-tè

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