Mummia a mano armata

Bolzano è in questi giorni sottosopra per colpa di una mummia di nome Otzi. Il museo che la ospita si sta rivelando sempre più inadeguato ad accogliere la massa dei visitatori, più di cinque milioni di persone dal 1998 a oggi. Così la provincia autonoma ha deciso di cambiare sede, incaricando una commissione di tecnici di individuare uno spazio idoneo. L’idea è quella di un polo dove ospitare il museo archeologico, ma anche un museo di scienze naturali e uno civico. Per realizzarlo servono però più di diecimila metri quadrati: uno spazio arduo da trovare nel centro storico di Bolzano. L’Unione commercio, turismo e servizi ha messo comunque le mani avanti. Da sempre Ötzi ha rappresentato un eccezionale punto di attrazione per il centro storico. A che pro sloggiarlo? Come andrà a finire? Intanto un mistero nella storia di Otzi viene svelato. Ora si sa che la selce di cinque dei sei strumenti del reperto trovato nel settembre 1991 al confine tra Italia e Austria, proviene dalla cosiddetta Piattaforma di Trento, che comprende una vasta area tra il Trentino e il Veneto.

Per una delle punte di freccia è stato possibile circoscrivere la provenienza alla val di Non, in linea d’aria a circa 70 chilometri dal punto di ritrovamento allo giogo di Tisa in val Senales. La selce del pugnale proviene invece dal versante tra la Piattaforma di Trento e il Bacino Lombardo, che corrisponde al Trentino occidentale e alla Lombardia orientale. Già si era a conoscenza che la lama di rame dell’ascia veniva dalla Toscana. Quindi la comunità dove viveva l’Uomo dei ghiacci per rifornirsi della selce necessaria doveva mantenere relazioni commerciali con aree differenti e lontane. Come noto, le selci lavorate sono una testimonianza fondamentale dei primi insediamenti umani: le tecniche lavorative utilizzate per crearle (scheggiatura) consentono di individuare diversi periodi della preistoria.

Le selci dell’Uomo di Similaun in uno studio interdisciplinare italo-francese

Altre analisi hanno rilevato legami della celebre mummia con culture transalpine: non sorprende in quanto alla la fine del IV millennio a. C. tra le valli altoatesine e le regioni transalpine esisteva uno scambio di merci e di idee. E’ la prima volta che la provenienza della selce e delle altre pietre rinvenute nel corredo di Ötzi è stata analizzata in dettaglio da uno studio interdisciplinare italo-francese coordinato da Ursula Wierer, del Museo archeologico dell’Alto Adige, dove è conservata la mummia dell’uomo del neolitico riferibile al periodo intorno al 3.300 a. C. L’analisi di cui qui si riferisce è stata pubblicata sulla rivista Plos One. http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0198292

 

Dal 1998 a oggi più di cinque milioni di persone hanno voluto vedere la famosa mummia (ph. Museo Archeologico dell’Alto Adige)

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