Messner e i passi dolomitici. Chiudiamoli tutti!

Rinunciare alla chiusura o meglio agli accessi programmati ai passi dolomitici nei periodi di punta dell’estate? Dopo le esperienze di regolamentazione selettiva a fasce orarie degli anni scorsi, sicuramente lungimiranti e coraggiose anche se a posteriori considerate negativamente da albergatori e operatori turistici, questa è la prospettiva di cui purtroppo oggi si discute. Esperienza conclusa dunque, come risulta anche dall’atteggiamento dell’esecutivo regionale veneto che non ha mai sposato la linea delle chiusure? Per un regolamentato stop ad auto e moto continuano invece a battersi gli ambientalisti di Mountain Wilderness e Italia Nostra con il Cai Alto Adige, il WWF, l’Alpenverein Sudtirol, la Sat, tutti alla ricerca di una piattaforma comune e nell’intento di smussare i radicalismi.

Va ricordato che dal 23 luglio al 31 agosto 2018 per salire al Passo Sella bisognava registrarsi da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 16. Questa procedura consentiva di controllare il numero di accessi in modo da non andare oltre una certa soglia. Nel 2017 invece si era arrivati a chiudere la strada alle auto per un giorno a settimana, per evitare l’eccessivo inquinamento prodotto dalla presenza di numerosi veicoli. Non si è fatto attendere in questi giorni anche un severo giudizio di Reinhold Messner. “Le Dolomiti sono il nostro capitale e dobbiamo tutelarle, anche in vista del futuro: tornare indietro e riaprire i passi non è una scelta intelligente”. Questo ha detto Reinhold rispondendo sul Corriere del Trentino del 19 febbraio 2019 alle domande di Annalia Dongilli.

Messner appare più che mai convinto: la misura di chiusura regolamentata va estesa a tutti i passi dolomitici principali. “Ci sono alcune giornate in estate”, sbotta, “che, arrivando a questi passi, si è circondati da una quantità tale di automobili e motociclette che non si vedono più nemmeno le montagne!”. Messner invita perciò a puntare sulla mobilità alternativa: efficienti bus navetta ma anche funivie che vanno tenute aperte d’estate per consentire ai turisti di muoversi senza usare auto e moto. “La chiusura, o meglio la regolamentazione degli accessi ai passi”, conclude Messner, “è una soluzione per dare tranquillità, silenzio e lentezza alle Dolomiti: tutti aspetti che contribuiscono alla bellezza delle montagne stesse. È il nostro capitale e lo dobbiamo preservare”. Un aspetto su cui gli ambientalisti invitano a riflettere è la pretesa che tutto, comprese le vette, debba essere a portata di mano e facilmente raggiungibile. “Il piacere della montagna”, osserva il presidente di “Italia nostra” Beppo Toffolon, “è anche quello della fatica che si fa per raggiungere un posto e della soddisfazione che si prova nell’esserci riusciti. La gioia di godere di un bel panorama in silenzio e tranquillità. Esperienza sempre più rara, dato l’inquinamento acustico prodotto dai motori di auto e motociclette”.

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