Il rischio zero non c’è

È di un morto e tre feriti il bilancio della valanga caduta su una pista da sci di Crans-Montana (Svizzera). Una valanga imprevedibile, ha spiegato al quotidiano elvetico “20 Minuten” Peter Müller, responsabile del servizio di salvataggio di Parsenn (Davos). “È nata come una piccola slavina ma è cresciuta mano a mano che scendeva a valle”. Secondo il soccorritore, in generale, sulle piste svizzere “si può stare sicuri, i gestori danno sempre il massimo per garantire la sicurezza”. Detto questo però il rischio zero, anche sul battuto, non esiste: “Stiamo sempre parlando di un’attività che si svolge nella natura, e la natura può essere imprevedibile”.

Come fare per proteggersi al meglio, quindi? “Innanzitutto rispettare la segnaletica e le barriere, spesso e volentieri vengono ignorate. Non le mettiamo lì per divertimento!”. E in caso ci si trovi faccia a faccia con una valanga? “Non fermarsi mai e continuare ad avanzare. Se la neve è bagnata scende lentamente e si può riuscire ad evitarla. Se però è neve polverosa allora sarà difficile”.

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