Arriva il maestro, le Pale diventano stadio

Un grande palco ai 2200 metri di Cima Tognola, posti allestiti per 3500 persone. La location si raggiungerà in seggiovia. I giornali locali parlano di un “mix molto spettacolare da guardare e ascoltare”. Protagonista dell’evento il 7 aprile sulle Pale di San Martino sarà il musicista altoatesino Giorgio Moroder, 78 anni, nato a Ortisei. Ripercorrerà tutta la sua storia artistica da Donna Summer ai Daft Punk passando per le colonne sonore da Oscar di “Fuga di mezzanotte” e “Flashdance”.
L’Alpe Tognola si trova a pochi passi dalle cime della catena del Lagorai, tra gli scenari della Prima guerra mondiale. E’ zona di pregio storico e ambientale. Un’area patrimonio Unesco e un parco naturale istituito nel 1984 per preservare e valorizzare l’ambiente attraverso la conservazione e il recupero delle caratteristiche naturali e ambientali del territorio. Non certo perché diventi uno stadio ad alta quota. “Banalizzare la montagna rendendola sempre più simile agli ambiti urbani”, osserva Luigi Casanova di Mountain Wilderness Italia, “non porta onore né a chi amministra una provincia né a questi artisti. Un artista dovrebbe saper scegliere le località dove esprimersi, quindi dovrebbe saper portare rispetto a tutte le sensibilità che un territorio esprime”. Le prevendite risultano comunque in corso sul circuito online www.primiallaprima.it

2 thoughts on “Arriva il maestro, le Pale diventano stadio

  • 06/03/2019 at 17:44
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    Certamente Italo non è a conoscenza che LA FLORA E LA FAUNA SELVATICA HANNO I LORO DIRITTI. Chissà, se mentre dorme, qualcuno gli rompe le scatole, COME REAGIREBBE? IN MONTAGNA ORA È TUTTO PERMESSO! EVVIVA! E NOI VOGLIAMO EDUCARE A RISPETTARLA, QUANDO CHI DETTA LE LEGGI E’ IL “VIL DENARO”? IL PRESIDENTE REGIONALE DEL CAI, SI È ESPRESSO? PER LUI IL BIDECALOGO , PER QUESTO EVENTO, NON ESISTE?

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  • 26/02/2019 at 16:00
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    Ho sempre pensato che l’abbinamento musica-montagna fosse un momento magico. Sarà così anche adesso e poi l’evento non lascerà traccia. Piuttosto, visto che si parla di sensibilità, cosa ne dite dell’opposizione ripetuta alla chiusura periodica dei passi delle Dolomiti?

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