Gli sciatori che fermarono Hitler

Arroccati sulle montagne innevate dell’Appennino modenese, nel gennaio 1945 gli uomini della Wehrmacht apparivano difficili da battere, soprattutto se guardati con gli occhi dei generali alleati, i cui punti di forza – il dominio dell’aria e la totale motorizzazione delle truppe di terra – erano annullati dal cattivo tempo e dal terreno accidentato. Ecco allora entrare in scena lungo la Linea Gotica la 10ª Divisione da montagna, la prima di questo tipo nella storia dell’Us Army. Fu uno speciale reparto di sciatori la cui azione per annientare i nazisti viene raccontata nel libro “L’armata delle nevi” di Peter Shelton appena pubblicato da Piemme (traduzione di Angelo Pagetti, 317 pagine, 18,50 euro). Negli Usa il libro fu messo in vendita nel 2003. Dalle file di questa unità, nel dopoguerra, sarebbero usciti personaggi come Friedl Pfeifer che diede un impulso decisivo nella trasformazione di Aspen, nel Colorado, da località semiabbandonata a stazione sciistica di risonanza mondiale. Oppure Bill Bowerman, co-fondatore della Nike. Nata per iniziativa di un gruppo di civili appassionati di sci, la divisione si era addestrata sulle montagne americane. Era l’unica unità dell’esercito americano addestrata su roccia e neve, l’unica nata da uno sport, l’unica che annoverava un numero così alto di atleti, docenti universitari e futuri candidati ad alte cariche dello Stato. E anche quella che statisticamente diede il maggior contributo giornaliero di sangue. (Ser)

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