Gallo messo al bando. Ha il vizio di cantare

Il popolo di Facebook non ha dubbi: il canto del gallo è un fenomeno naturale che non può essere messo in discussione. Diverso il parere di alcuni villeggianti di Falcade le cui fiere proteste hanno indotto i proprietari di un pollaio a trasferire altrove gallo e galline. “Pollaio dismesso per colpa del gallo che ha il vizio di cantare”, si legge ora sul cartello che Elena Scola e il padre Danilo hanno appeso alla recinzione. A pesare sulla decisione, secondo il Corriere delle Alpi del 2 marzo 2019 da cui sono tratte queste immagini, sarebbe il fatto che la presenza delle galline non era stata segnalata al servizio veterinario. Come richiesto dal regolamento dell’Unione montana la procedura è infatti necessaria “al fine di garantire le migliori condizioni igienico-sanitarie delle strutture agricole, per evitare lo sviluppo di odori, proliferazioni di insetti”. Lo stesso regolamento precisa che l’allevamento di animali da reddito a carattere famigliare, svolto secondo tradizione e consuetudini locali, è consentito anche in deroga alle norme, previo parere favorevole dell’Usl, a condizione che “l’allevamento sia compatibile con le regole della civile convivenza e del benessere animale”. Gallo avvisato, si dirà. Ma precaria potrebbe diventare anche la posizione degli asini che notoriamente hanno il vizio di ragliare a tutte le ore. Alla faccia della civile convivenza. (Ser)

 

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