La grande lezione di Canestrini

Partigiano, avvocato, politico: l’impego civile prima di tutto. Si è spento a Trento, all’età di 96 anni, Sandro Canestrini. Fu partigiano e protagonista della Resistenza nella Seconda guerra mondiale, consigliere comunale a Rovereto e consigliere regionale nelle file del Pci. Presidente onorario del Movimento non violento per la Pace, è stato l’avvocato del Vajont, della tragedia di Stava, degli obiettori di coscienza, dei soldati rinchiusi nel carcere di Peschiera. Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness e vice presidente di Cipra Italia, lo ricorda come la persona che negli anni Settanta lo indirizzò all’ambientalismo, portandolo a militare in Italia Nostra. “Mi ha insegnato che cosa significhi impegno civile, come impegnarsi sui diritti umani”, ricorda Casanova, “e mi ha assistito in processi importanti, quando la mia passione mi faceva travalicare limiti di legge. Fu Canestrini a difendere Mountain Wilderness nel processo vinto contro l’abuso della via ferrata Che Guevara”. “Grazie Sandro”, sono ancora le parole di Casanova, “mio dovere oggi è trasmettere, con umiltà, il tuo messaggio. Contro ogni egoismo, contro oggi prevaricazione, nel rispetto dei diritti umani”.

Sandro Canestrini (1922-2019) era conosciuto soprattutto per aver difeso le comunità di Erto e Casso nei processi per il disastro del Vajont.

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