Consumi e nuovi modelli culturali

La riduzione dei consumi è l’unica cosa importante, sulla quale l’ambientalismo tutto dovrebbe impegnarsi: sia razionalizzando le reti di produzione e distribuzione esistenti, sia proponendo modelli culturali favorevoli alla necessità del risparmio e del rispetto per l’ambiente in cui trascorriamo il nostro tempo. Qualche tempo fa la Società Alpinisti Tridentini raccomandò agli iscritti di usare un particolare set di alluminio per i picnic e lo mise in vendita a buon prezzo nell’intento di eliminare le stoviglie di plastica usa e getta. Mondo outdoor a parte, l’ecologia domestica non può che essere ai primi posti tra questi modelli culturali, intendendosi l’insieme delle buone pratiche che moltiplicate per il numero di chi le mette in atto possono rappresentare una preziosa ancora di salvezza. Ne sono un esempio a Varese Chiara Ricardi, insegnante, suo marito Lorenzo Serafin, architetto, e il loro figlio Dario, 11 anni. Si sono ribattezzati famiglia sballata, nel senso che si sono impegnati a ridurre al minimo il consumo di imballaggi e altri materiali che hanno un impatto negativo sull’ambiente. “Mica cose da talebani”, spiegano, “è bastata qualche buona pratica quotidiana e i risultati sono subito arrivati”. La loro esperienza viene raccontata sul Corriere della Sera dell’8 marzo 2019. Il comportamento di questa famiglia “sballata” che è particolarmente cara a noi di mountcity (Chiara, scultrice di valore, è anche l’autrice del logo) corrisponde peraltro a una tendenza in atto. Un esempio? In Nuova Zelanda il gruppo Foodstuffs, che controlla tre catene diverse di supermercati alimentari, ha firmato la New Zealand Plastic Packaging Declaration con cui si vuole eliminare il packaging oppure, ove necessario, usarlo al 100% compostabile o riciclabile entro il 2025.

La famiglia “sballata” sul Corriere della Sera dell’8 marzo. In apertura detersivi sfusi in vendita.

La frutta e la verdura? “Andiamo al supermercato con le sporte di stoffa riutilizzabili” dicono i simpatici “sballati” di Varese. L’acqua minerale da mettere in tavola? “Quella del rubinetto va benissimo” (in Italia ogni anno 11 miliardi di bottiglie di plastica di acqua minerale e 2 di vetro finiscono nei rifiuti: ne beviamo 224 litri a testa, un record!). Saponi e detersivi? “Non ci crederete ma li comperiamo dal benzinaio, sfusi”. Piccole regole di sopravvivenza quotidiana per una famiglia che ha deciso di dichiarare guerra alla plastica e alla produzione di rifiuti. Risultato di questa esperienza con i nude food? “Ogni 15 giorni noi produciamo sei etti di rifiuti, i nostri vicini 4 chili e mezzo. Grazie a poche semplici accortezze abbiamo ridotto di sette volte la nostra produzione di rifiuti”. Al progetto ha aderito a Varese un gruppo di una decina di famiglie, tutte ovviamente “sballate”. L’esperienza doveva durare un mese, si è arrivati a quattro e si è deciso di continuare. Il ruolo svolto dalle madri di famiglia appare anche qui decisivo. Non a caso nella montante galassia verde del nuovo millennio, le donne svolgono ruoli sempre più importanti nella difesa della natura, a cominciare dalla freschissima icona verde Greta Thunberg. E oggi, 8 marzo, fa piacere sottolineare anche questo non trascurabile aspetto dell’universo femminile. (Ser)

In Italia ogni anno 11 miliardi di bottiglie di plastica di acqua minerale finiscono nei rifiuti!

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