Cammelli in cambio di vacche

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Mai come in questi tempi il fieno e il mangime per le vacche da latte scarseggia per effetto della siccità? Niente paura. Nelle malghe alpine basterà rimpiazzare le vacche con i cammelli. “Si accontentano di poco e il loro latte si vende a 8,7 euro al litro”, ci tranquillizzò Urs Bruderer in un’inchiesta sulla rivista Internazionale del 26/31ottobre 2018 dedicata ai cambiamenti climatici sulle Alpi. Unico inconveniente: una femmina di cammello dà solo due o tre litri di latte al giorno. Per guadagnarci bisognerà che i malgari offrano ai turisti anche gite a dorso di cammello. Le mucche come noto non si prestano all’escursionismo… E’ un futuro che nelle Dolomiti è già cominciato. Tre cammelli hanno infatti richiamato l’attenzione dei turisti durante l’estate scorsa alla Tuffalm, la Malga Tuff, 1.270 metri, sull’altopiano dello Sciliar, facilmente raggiungibile a piedi da Fie’. Il titolare, Josef “Sepp” Haselrieder, lassù dal ‘96, vide i suoi primi cammelli non nel Sahara ma in un allevamento in Germania. E subito se ne innamorò. Così sua moglie gliene regalò tre il giorno del suo compleanno oggi perfettamente integrati in un’Arca di Noè alpina comprendente già tre figli, un asino, cinque cavalli, due alpaca, un lama, quattro capre, due affettuosi maialini da compagnia e in stagione anche qualche decina di vacche: tutti insieme appassionatamente intorno alla malga come in un film di Heidi. Domandina facile facile. Se le estati calde e secche diventeranno una regola indovinate chi tra questi animali se la passerà meglio? (Ser)

Uno dei cammelli dello Sciliar con Josef “Sepp” Haselrieder. In apertura un cammello pascola in un’area industriale a Calolziocorte, ai piedi del Resegone tra le prealpi lombarde (ph. Serafin(MountCity).

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