Brilla sugli schermi lo specchio di Viganella

Un risicato quarto d’ora di popolarità l’ha guadagnata nell’Ossola il piccolo borgo di Viganella, poco più di 200 anime, nel cuore della Valle Antrona. Merito del primo lungometraggio fiction di Walter Veltroni, “C’è tempo”, una commedia dai toni favolistici che si apre proprio con il grande specchio che dall’11 novembre al 2 febbraio di ogni anno riflette sul paese i raggi del sole sottraendolo all’oscurità. Nella favoletta buonista di Veltroni, ex segretario del partito democratico e incallito cinefilo passato dietro la cinepresa con questo film non proprio da Oscar, Stefano (Stefano Fresi) di mestiere è osservatore di arcobaleni e, soprattutto, lucidatore dello specchio di Viganella. Una figura professionale bizzarra ma in sintonia con questi tempi precari, che s’inserisce in una specie di universo disneyano evocato da Veltroni, alla stregua per capirsi degli spazzacamini di Mary Poppins, del cappellaio matto del mago di Oz e delle stravaganze del tuttofare Pippo, l’amico di Topolino. Unico problema, se di questo si può parlare. Le riprese non sono state fatte in valle Antrona come era stato in un primo tempo ipotizzato bensì sull’appennino romagnolo. Dove, soprattutto, il sole splende tutto l’anno anche senza bisogno di specchi. Quelli della valle Antrona un po’ ci speravano e ci sono rimasti male vedendo la troupe fare fagotto dopo le prime sbrigative riprese. Viganella per ora deve a malincuore accontentarsi di una comparsata. (Ser)

La piazza di Viganella in Valle Antrona rischiarata dal sole riflesso.

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