Pro e contro il sogno a cinque cerchi

Sulle prospettate Olimpiadi del 2026 a Milano e Cortina si è espresso favorevolmente durante una recente visita in Cadore il Capo dello Stato Mattarella provocando una reazione da parte di alcune associazioni che in una lettera aperta (che qui pubblichiamo) cortesemente spiegano al Presidente le ragioni del dissenso. Nel frattempo un’altra voce importante si è espressa a favore dei Giochi: si tratta della Facoltà di economia dell’Università La Sapienza di Roma che ha effettuato un’analisi dell’impatto economico e finanziario commissionata dalla Presidenza del Consiglio. A quanto risulta, le uscite dell’Amministrazione centrale dello Stato per finanziare i Giochi olimpici in questione, sarebbero compensate dagli introiti diretti e indiretti connessi alle attività sviluppate attorno ai giochi nel periodo 2020/2028. Parere favorevole, quindi.

“I Giochi”, si legge nello studio, “contribuiranno positivamente alla crescita dell’economia: gli incrementi del Pil tra il 2020 e il 2028 vanno da 93 a 81 milioni annui. La crescita cumulata del prodotto raggiunge un massimo di 2,3 miliardi nel 2028. Gli investimenti previsti sono pari a circa 346 milioni per la realizzazione dei villaggi olimpici e dei media center, nonché per gli interventi specifici su impianti sportivi esistenti e la realizzazione di nuovi. I costi di gestione previsti per la realizzazione dell’evento sono pari a 1.170 milioni. Il costo contabilizzato per le Olimpiadi invernali organizzate a Torino nel 2006 era stato di 1.229 milioni”. Di diverso parere sul “sogno a cinque cerchi” risultano i firmatari della lettera aperta a Mattarella che qui pubblichiamo, distribuita giovedì 21 marzo 2019. E sempre più ci si chiede alla luce di documenti e testimonianze tanto importanti se i grandi eventi nelle Alpi siano o no sostenibili (Ser)

• La lettera aperta a Mattarella. Signor Presidente, desideriamo ringraziarLa per aver voluto visitare la nostra terra e aver condiviso con noi, nel cimitero del Vajont, il dolore e il ricordo delle vittime della cupidigia e insipienza umana nonché della connivenza da parte dello Stato, per la quale Lei ha chiesto scusa. Gesto da noi molto apprezzato provenendo dalla più alta carica dello Stato. Grazie Presidente anche per la Sua vicinanza nel valutare i danni della tempesta Vaia, che ha pesantemente colpito anche queste nostre terre con terrificante intensità. E ci siamo completamente identificati con Lei allorché ebbe a dire ‘siamo sull’orlo di una crisi climatica’, definendo ‘insufficienti e parziali’ gli interventi di salvaguardia fino a oggi messi in atto, e sostenuto che ‘…limitarsi a evocare la straordinarietà di fatti che si affacciano prepotentemente, per giustificare noncuranza verso una visione e progetti di più lungo periodo, è un incauto esercizio da sprovveduti. È a Belluno, oggi, che avviamo questa riflessione. È giusto farlo sulle Alpi’. Grazie anche per aver sottolineato la specificità della montagna e per averla posta quale problema politico nazionale.

Vogliamo ora portare alla Sua particolare attenzione anche la proposta di Candidatura italiana per le OLIMPIADI INVERNALI 2026, nel cui progetto viene prospettata l’inclusione anche di queste nostre valli. Noi sappiamo, e condividiamo, nello spirito di Olimpia, che tutti gli incontri sportivi e tanto più quelli internazionali o persino mondiali, sono di per sé portatori di valori universali quali l’amicizia, la pace, l’incontro e il divertimento. Ma osservando in concreto i Giochi olimpici invernali celebrati negli ultimi 10 anni, abbiamo capito che, grazie da un lato alla continua crescita del numero delle partecipazioni nazionali, delle discipline di gara e degli atleti (e in particolare, delle atlete) e dall’altro alla crescita anche della loro ricchezza e complessità tecnica e della loro spettacolarizzazione sempre più mediatica, anche le Olimpiadi Invernali sono diventate eventi ciclopici di grandi masse e forza d’urto.

Essi infatti impegnano non solo più di 3000 atleti, ma con loro altrettanti tecnici di squadra, e poi commissari arbitri e assistenti CIO ed enormi masse di operatori media: in tutto 15-20.000 persone accreditate e da ospitare come organizzazione; e poi ancora decine di migliaia di addetti di servizio, forze di sicurezza, volontari di assistenza al pubblico, e infine anche gli spettatori (tra 50 e 150.000 mila quotidiani). Il carico impressionante e massivo dei numerosi eventi che compongono una olimpiade, nel modello organizzativo tenuto sino ad oggi, e riproposto in questo progetto, rimangono ancora tutti simultanei e sovrapposti in non più di due-tre settimane e, nella massima parte, in due o tre località. Siamo quindi fortemente preoccupati e critici, non tanto in generale o in astratto verso le olimpiadi invernali, ma, con cognizione di causa, verso l’inclusione delle Dolomiti in QUESTO modello e progetto di Olimpiadi indicato nel Dossier di candidatura coordinato dal CONI. Pure nella ripartizione, proposta nel progetto, con Milano e Livigno e con la distribuzione in più località di gara, la quota di queste masse di persone, di attività e di logistica, concentrate in pochi giorni, che graverebbe su un territorio minuto e di spazi limitati, costituirebbe per esse un urto pesantissimo.

Un impatto del tutto FUORI SCALA rispetto alla capacità di accoglienza di piccole vallate dolomitiche già oggetto di molteplici tutele, ambientalmente delicate anzi fragili (come anche Lei, Presidente, ha potuto constatare con Vaia), e al contempo di grandi valenze storiche e paesaggistiche, culturali e identitarie, che pretendono rispetto e non ammettono manomissioni né sovraccarichi. E’ altissimo il rischio (e temiamo, in pratica, senza alternative) che il reperimento degli spazi e la predisposizione delle strutture necessari per l’accoglimento di così massivi e concentrati carichi di persone e dei relativi servizi logistici, di gran lunga superiori alle attrezzature oggi esistenti, si traducano in grandi spianate e urbanizzazioni, cementificazioni e asfaltature (…magari promesse come “provvisorie”). E questo sarebbe l’esatto opposto di quanto, noi con Lei, crediamo urgente e inevitabile per la tutela di questo territorio e per la sua predisposizione all’adattamento e alla resilienza alla ormai conclamata crisi climatica che, nei suoi primi effetti devastanti, Lei ha già potuto vedere e toccare, proprio qui, di persona. Nel ringraziarLa per l’attenzione porgiamo deferenti auguri per l’alto compito cui è chiamato nel superiore bene della Repubblica. 

Pieve di Cadore, 21 marzo 2019

Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, Venezia (Michele Boato, presidente, micheleboato@tin.it , tel. 041-950101)

Mountain Wilderness (Franco Tessadri, presidente nazionale, t exfranco@yahoo.i t , cell. 335 8406166. Giancarlo Gazzola, vicepresidente, giancarlo.gazzola@gmail.com , cell. 340 5982442)

WWF Terre del Piave O.A. (Augusto De Nato, referente, adenato@hotmail.com , cell. 340 4746933)

Italia Nostra Sez. di Belluno (Giovanna Ceiner, presidente, Belluno, giceiner@tin.i t , cell. 329 3828904)

Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore (Giovanna Deppi, coordin.ce , Domegge (BL), peraltrestrade .cadore@gmail.com , cell. 348 7201103)

LIBERA, associazioni, nomi e numeri contro le mafie – presidio Libera Cadore

(Piermario Fop, referente, Calalzo di C. (BL), piermario.fop@teletu.it cell. 347 6575046)

Gruppo promotore Parco del Cadore (Mirta Da Pra, presidente, Lozzo di Cadore (BL), parcodelca dore@libero.i t , cell. 335 7423588

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