Lifting discutibile al rifugio Brentei. Meglio rifare tutto?

Un tempo regno dei Detassis, stirpe di guide trentine che lo hanno a lungo gestito, il rifugio Maria e Alberto ai Brentei della Sezione di Monza del Cai nel Parco Adamello Brenta annuncia un laborioso lifting: ammodernamento dei servizi, nuove stanze per il personale, una nuova cucina e soprattutto una sala da pranzo panoramica, dalle linee moderne, con vista sulla Bocca di Brenta, sul Crozzon e sul gruppo della Presanella. La struttura esistente si dovrebbe in tal modo ampliare di 709 metri cubi. I lavori dureranno tre anni, ma si assicura che la struttura nel frattempo rimarrà operativa. Al progetto ha collaborato un team dell’Università di Trento. Nel rendering qui pubblicato si nota subito l’aspetto che assumerà la nuova sala da pranzo. Bello, brutto? Molti mettono ragionevolmente in dubbio che si possa sposare con le linee austere del vecchio rifugio, convinti che quel pastrocchio di forme moderne e tradizionali non giovi all’estetica. Che sia, anzi, un pugno nell’occhio. Meglio sarebbe secondo il saggio Egidio Bonapace, storico gestore di rifugi nel Trentino e a suo tempo presidente del TrentoFilmfestival e dell’Accademia della montagna, demolire tutto l’insieme e rifarlo di sana pianta all’insegna di un “moderato comfort”. Ma anche, viene voglia di aggiungere, con quel senso di discrezione che i vecchi rifugi sanno suggerire senza sterili alzate di ingegno. Ci pensano già le pareti dolomitiche a disegnare nel cielo le loro ardite architetture. O no? (Ser)

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