Sfogliamo i primi 100 anni del Cai

La copertina era telata con impresso in caratteri celesti il titolo ”I cento anni del Club Alpino Italiano”. Pubblicato nel 1964 in occasione del centenario, il volume contava circa un migliaio di pagine in carta patinata, stampate a Bologna dalle Arti Grafiche Tamari, una casa editrice tradizionalmente legata al sodalizio fondato da Quintino Sella. Ghiotto boccone per i bibliofili, da tempo introvabile, il libro è ora a disposizione di chi desidera scaricarlo gratuitamente dal sito Cai. La digitalizzazione è stata finanziata dall’Organizzazione centrale. Ecco il link: https://www.cai.it/storia-2/ Chi l’avrebbe mai immaginato quando nella sua seduta del 13 dicembre 1959 il Consiglio centrale del Cai, affrontando il problema di una degna celebrazione del primo centenario, nominò una commissione ad hoc? L’opera, come precisò il presidente Renato Chabod nella prefazione, si articola in due grandi parti: gli uomini e i mezzi. Alla storia generale dell’alpinismo italiano nei suoi primi cento anni seguono dunque i capitoli sulla vita del Cai, l’alpinismo scientifico, le guide, l’accademico, l’alpinismo giovanile, le scuole di alpinismo, lo sci alpinismo, il soccorso alpino, l’alpinismo extraeuropeo.

La sovracopertina del volume sul centenario del Cai. In apertura un aspetto del Castello del Valentino dove nacque il sodalizio. (ph. Serafin/MountCity)

A rendere ancora più preziosa quest’opera ritrovata grazie alle moderne tecniche informatiche è anche la presenza tra i collaboratori di Massimo Mila, illustre musicologo “malato” di alpinismo, che tutto il suo tempo libero dedicò fino alla fine dei suoi anni a questa passione di cui sono testimoni gli “Scritti di montagna” pubblicati da Einaudi. Con piacere inoltre gli appassionati ritroveranno anche la firma di Dino Buzzati che volentieri accettò di raccontare nel libro del centenario vita e miracoli di quel Club Alpino Accademico Italiano che non volle ammetterlo tra gli iscritti considerando inadeguato il curriculum alpinistico del celebre scrittore e giornalista bellunese. Un rospo che non gli riuscì mai di digerire del tutto. (Ser)

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