Bicimania. Le Dolomiti in stato d’assedio

Sono eccessive sei giornate di chiusura dei passi dolomitici dovuti alle manifestazioni cicloturistiche nel corso dell’estate, col rischio che diventino addirittura nove? Ne sono convinti 78 albergatori e ristoratori del Comitato dei Passi decisi a mettere in atto una singolare protesta: nei giorni delle corse non concordate (il 16 e 22 giugno e il 7 luglio) chiuderanno i servizi igienici per chi chiede di usarli senza fermarsi al bar almeno per una consumazione. “Ci siamo stufati di pulire i cessi senza nemmeno un grazie”, interviene Osvaldo Finazzer coordinatore del Comitato, con albergo sul Pordoi. Tra l’altro, da venerdì 7 a domenica 9 giugno, festività di Pentecoste, i passi Falzarego, Valparola, Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau,Tre Croci saranno “invasi” – così sostiene Finazzer – da una competizione straniera battezzata Haute Route Dolomites. Non tutti però condividono questo atteggiamento di dissenso. Si tratterebbe comunque di eventi limitati in determinati periodi: un disagio gestibile, un’occasione per mostrare ai tanti turisti attesi il lato migliore delle Dolomiti. E quello delle gare ciclistiche è un indotto enorme: persone, che se fidelizzate nel modo giusto, ritornano.

Finazzer però non demorde: a suo avviso sono già troppe la Dolomiti Bike Day del 16 giugno, con 10 mila appassionati, il Sellaronda Bike Day del 22 giugno, con 20 mila, la Maratona dles Dolomites del 7 luglio con circa 10 mila. No, quindi, ad altre richieste. E il 16 giugno è in calendario anche la Gran Fondo Sportful, con partenza e arrivo a Feltre, e percorrenza delle strade del Primiero e dell’Agordino; ben 5 mila le possibili prenotazioni. Il 22 ed il 26 luglio altri passaggi internazionali di ciclisti sono previsti sui valichi dolomitici e, quindi, altro stop del traffico. Ma occorre farsene una ragione: il cicloturismo è un fenomeno in espansione vorticosa da tutta Europa. Qui vengono a correre perfino dal Giappone, dalla Cina, dalla Russia. Si può essere così masochisti, si chiede il Corriere delle Alpi del 27 marzo, da alzare muri anti ciclisti?

Nella foto un passaggio della Maratona dles Dolomites.

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